Magra consolazione scoprire che a fine 2010 le royalty incassate dalla Regione a partire dal 2000, ammontavano a 557,5 milioni di cui 467,3 impegnati per il 55% sugli investimenti previsti in Val d'Agri e 163,4 autorizzati per interventi nel settore della forestazione, della riduzione del costo dell'energia, del sostegno al reddito, per parte del cofinanziamento regionale dei programmi comunitari e per l'Università. Meglio non aprire il capitolo dei finanziamenti dell'ateneo – 10 milioni all'anno per dieci anni – perché perfino un politico moderato e misurato come Ernesto Navazio, ex sindaco di Melfi e consigliere di Io amo la Lucania, dichiara che «l'Università dovrebbe rappresentare il luogo della formazione ma molti giovani non la frequentano e vanno fuori regione». Basta vedere la frequenza delle corse dei bus privati tra Potenza e Napoli, pieni di giovani a ogni ora, per rendersene conto. Allora ha senso tenerla in piedi?
Navazio respira a fondo e dice: «la resa in termini di ricerca è zero. Non sono stati impegnati 90,2 milioni mentre, infine, 48 milioni sono andati per le politiche sociali e il parziale ripiano dei disavanzi in sanità». Strano davvero quest'ultimo passaggio visto che – al contrario di quanto giura l'opposizione – il governatore Vito De Filippo (Pd), nella sua mega stanza, posta in una mega struttura che ospita la Giunta, afferma «che la Basilicata è l'unica regione a non aver mai avuto disavanzi sanitari».
Roberto Galullo - Il Sole 24 Ore - continua la lettura su http://24o.it/u0wlK