AntonioR.
Partito Democratico di Basilicata S.p.a
Una premessa. Sono consapevole del fatto che noi critici professionali del ceto politico lucano rischiamo di cadere nella trappola dell'inflazione da critiche ovvero che, ripetendo spesso i medesimi argomenti, si finisca per depotenziarli. Ero già intervenuto domenica scorsa sul Quotidiano di Basilicata sul tema "etica e nomine in Basilicata", quando Hyperbros mi ha mostrato le interviste ai principali politici lucani, realizzate sabato scorso in occasione della visita di Schifani a Matera. Nel video sono mostrate quelle a Pagliuca e a De Filippo. L'occasione per una nuova messa cantata era, dunque, troppo grande perché fosse lasciata cadere. E, del resto, se il ceto politico continua a reiterare gli stessi errori, allora noi non possiamo che reiterare le stesse critiche.
Politica materana: “Verifica”, parola proibita e che (forse) porta pure sfiga
Questa mattina HB ha intervistato il Sindaco Adduce sui temi generali della (quasi mitica) verifica politica in corso al Comune di Matera e sulle possibilità di rilancio dell'Amministrazione nella seconda parte dell'attuale Consiliatura. Anticipiamo che il Sindaco non si è sottratto nemmeno alle domande più provocatorie. Da non perdere, in conclusione d'intervista, una citazione (addirittura) di De Gasperi.
A corredo della video-intervista, un post di Antonio Ribba sulla nozione di "verifica" al tempo della Seconda Repubblica.
Un mercato politico aperto anche in Basilicata
Prove tecniche di alternativa di governo alla Regione Basilicata? Il centro destra non vuol più sentir parlare di falchi e colombe e prova a mostrarsi unito. In questo post, secondo prassi collaudata, ci sono le interviste di HB a Latronico-Viceconte, Taddei, Gianni Rosa e Maurizio Lupi insieme al commento di Antonio Ribba.
Il nuovo(?) governo De Filippo tra accuse di clientelismo e neocentrismo
Si è finalmente conclusa la lunga "Cosa" politica regionale (si ricorda che De Filippo raccomanda vivamente di non usare il termine "Crisi"). HB ha intervistato sull'argomento tre politici di primo piano: i consiglieri regionali Luca Braia, neo capogruppo Pd, e Mario Venezia del Pdl, e l'assessore al comune di Matera Rocco Rivelli, di Sel. Le interviste sono interessanti. In particolare, Venezia, del gruppo dei cosiddetti falchi, è assai duro nelle sue valutazioni politiche su De Filippo e sulla maggioranza di centrosinistra, ritenendo ormai maturo il tempo del cambiamento politico in Basilicata. Accompagna le video-interviste di HB un editoriale di Antonio Ribba.
Una crisi politica e morale affligge l’amministrazione Adduce
Oggi affrontiamo il tema della crisi in corso al comune di Matera. La video intervista curata da Hyperbros contiene le riflessioni, ripettivamente, del leader del centrodestra in Consiglio comunale, Saverio Acito, e dell'assessore al Bilancio e al Personale Rocco Rivelli, assessore in quota a Sinistra e Libertà. A corredo delle interviste, un editoriale di Antonio Ribba che vede nella crisi dell'amministrazione Adduce una combinazione di elementi politici e morali.
Rimanere immobili, in attesa che passi la tempesta, non è possibile.
FAL o non FAL, Adduce o non Adduce? Questo è il dilemma.
Il prequel è la debolezza politica della giunta
Ogni discussione sulle scelte di fondo dell'amministrazione Adduce non può che partire dalla constatazione della estrema debolezza politica mostrata in questa fase dalla giunta. In pratica, senza l'aiuto e il puntello fornito dal "nemico" Cotugno, nel consiglio comunale dello scorso dicembre, Adduce sarebbe franato insieme al progetto di metropolitana leggera.
A mio parere l'orizzonte del sindaco è di 12-15 mesi, fino alle elezioni politiche del 2013. Infatti, in questo frangente, è assai improbabile che componenti del suo vivace partito, o di altre forze di maggioranza, si possano spingere oltre l'occasionale guerriglia. Dopo, invece, tutto può accadere. Perfino uno scioglimento anticipato del Consiglio comunale non è da escludere. Quindi, è fondamentale per il sindaco arrivare a quella scadenza in buone condizioni, cioè con una giunta (ed una maggioranza) non diciamo in salute, impresa che appare proibitiva, ma almeno non moribonda.
Sembra dunque inevitabile varare in tempi rapidi un Adduce bis. Per quanto le molteplici e fameliche correnti Pd, nonché le varie anime civiche, mi facciano venire l'orticaria, si deve ammettere che il sindaco ha bisogno di rafforzare "le teste" presenti in giunta. Craxi, per esempio, nel 1983 scelse di portarsi al governo tutti i leader, nella speranza di contenerli. Dal suo punto di vista (meno da quello del paese) i risultati furono buoni. Un suo importante vantaggio fu la disponibilità di un collaboratore dello spessore di Giuliano Amato (che comunque non è certo un gigante politico). Il nostro capo di Gabinetto ha, peraltro, qualche minimo punto in comune con Amato, tipo l'ascendenza socialista e la successiva convergenza democratica (nel senso del Pd). Forse, dovrebbe studiare un po' di più altri aspetti, di maggior respiro, connessi al personaggio.
In conclusione di questa parte, essendo quasi certo che Adduce non possa fare direttamente assessori Stella e Santochirico, si potrà comunque accontentare di Acito (Enzo) e di Cotugno (Angelo).
Il sequel è l'interessante dilemma FAL non FAL
Sulla questione FAL sono personalmente al di sotto di ogni sospetto, avendo proprio su questo blog espresso alcuni mesi fa dubbi sul progetto di metropolitana leggera per una città come Matera. Tuttavia, se il problema attuale è diventato quello di stabilire un ordine di priorità tra metropolitana leggera e sviluppo della tangenziale, allora la mia preferenza non può che andare, primariamente, allo sviluppo del trasporto pubblico. Infatti, il problema che hanno le società moderne non è certo quello di accomodare e di facilitare l'uso dei mezzi privati nelle città ma, piuttosto, di dissuaderlo. Possibilmente, chiudendo anche a doppia mandata i centri storici. In sostanza, in una città che aspira ad essere culturalmente attrattiva, lo spostamento in automobile deve essere una rigorosa eccezione, che altrimenti manterremo l'attuale, felice caos da città del terzo mondo. Accanto all'elemento "attrattore culturale", su un piede di pari importanza, è il fattore ambientale, cioè la riduzione dei processi d'inquinamento associati allo sviluppo del trasporto pubblico.
È peraltro chiaro che lo stimolo all'uso dei mezzi pubblici, in una società democratica e ad economia di mercato, non può che avvenire, in prevalenza, sotto forma di incentivi, conditi da qualche moderato divieto, tali da rendere conveniente la scelta del trasporto pubblico. In questo senso, l'alta frequenza delle corse e la cosiddetta integrazione con il trasporto su gomma è un fattore cruciale. Sicuramente, un aspetto parzialmente trascurato riguarda proprio la corretta identificazione dei prevedibili costi di gestione e la (cauta) verifica, dati i tempi che corrono, della disponibilità di risorse pubbliche in grado di coprire il prevedibile deficit corrente della gestione. Su questi aspetti occorre un maggiore sforzo analitico e progettuale da parte della amministrazione.
Io condivido, ancora con Enzo Acito, la tesi dell'importanza delle infrastrutture materiali per lo sviluppo di un'area. Non ci sono dubbi in proposito ed è pure buona la battuta sul teletrasporto. Ma non dobbiamo poi farci troppo trasportare (è il caso di dire) dai nostri gusti personali: perché lo sviluppo della metropolitana leggera (discutibile quanto si vuole) non ha forse a che fare con la costruzione e lo sviluppo di una rete infrastrutturale? L'ordine di priorità tra le alternative in campo riguarda, a ben vedere, proprio il modello di sviluppo economico e sociale sul quale si intende puntare.
L'epilogo (al momento inevitabile)
Adduce e Cifarelli dovranno comprendere che questo non è il momento della discesa ( o della permanenza) in campo dei buttafuori ma piuttosto di quella dei politici (se ci sono). È inutile, quindi, subire gli eventi: prendano rapidamente un'iniziativa, senza velleità di richiami all'ordine, peraltro inutili in quest'epoca così destrutturata e feudalizzata, e provino, se ne sono capaci, a rilanciare l'attività ed il profilo dell'amministrazione, con un nuovo accordo politico e di programma. Beninteso, sempre nel perimetro di maggioranza sancito dalle ultime elezioni (al netto delle schegge vaganti di cui si farebbe volentieri a meno). Il sindaco non dovrebbe mai dimenticare che l'elezione diretta non conferisce di per sé autorevolezza ma solo una temperata (dal sistema democratico) forma di autorità. Da parte loro, i feudatari del Partito democratico tengano presente il vecchio detto secondo cui la corda si può tirare ma non si può spingere e che, se l'edificio crolla miseramente, i mattoni difficilmente cadranno solo sulla testa di Adduce.
Un'osservazione finale riguarda il bel processo democratico che questo conflitto ha stimolato e messo in moto. Note sicuramente positive per la città.
Antonio Ribba
Clowns
Ma chi lo dice che la politica è una cosa noiosa? Intendo dimostrare che, in realtà, a volte può essere davvero esilarante!
Con l'ottimo direttore di questo sito, Donato Mola detto HB, stavamo riflettendo ieri sera su come presentare i risultati di sintesi delle elezioni amministrative in provincia di Matera. Ovviamente, eravamo in difficoltà soprattutto su un noto caso scabroso, più volte sottolineato.
Caso, su cui peraltro non abbiamo ancora trovato una soluzione definitiva e soddisfacente (ma ci siamo quasi).
Poi uno va sul sito del PD di Basilicata e trova soluzioni adeguate per tutti i problemi!
Prima di tutto ci sono i comunicati di Speranza e Bellitti. Quest'ultimo dichiara solennemente:
La FIAT, l’economia italiana e i vincoli macroeconomici esterni
Propongo anche sul blog urbano questa riflessione, pubblicata domenica 15 maggio sul Quotidiano di Basilicata, sui vincoli che il contesto macroeconomico europeo pone alle imprese e, più in generale, all'economia italiana. Lettura consigliata per quando si è buon umore.
I tormenti del Cardinale Melville: la coesistenza di anima e inconscio
Stasera ho visto il bel film di Nanni Moretti, Habemus Papam. Non è un capolavoro ma sicuramente appartiene alla categoria dei film “duraturi”, che non si consumano come un gelato e che quindi restano nel tempo.
Tra l’altro, per quanto il film sia stato duramente attaccato dai critici vaticani, va detto che Moretti ha sempre avuto grande abilità (e anche fortuna) nel saper cogliere attraverso i suoi film i momenti di svolta e di ripiegamento di movimenti (la sinistra giovanile radicale in Ecce Bombo) o istituzioni (il partito comunista in Palombella Rossa; il centrosinistra a trazione Craxiana in Il Portaborse, film di cui però non è regista.) Data questa abilità e sensibilità dell’uomo, magari vedremo davvero un prossimo papa che oppone il gran rifiuto, schiacciato dal peso della responsabilità e dall’umano senso di inadeguatezza al ruolo. Nel comunicare ai fedeli la sua scelta, Melville dice: “non posso guidarvi io, perché io stesso ho bisogno di essere guidato”.
Il Piano Casa, i Prezzi degli Immobili e il Ragazzo della Via Gluck
“Là dove c'era l'erba ora c'è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà.”
Dunque, sembra proprio che il problema irrisolto del nostalgico ragazzo della via gluck sia dato dal fatto che mentre rimpiange la città senza cemento egli è, al contempo, potenzialmente interessato all’acquisto, o perlomeno all’affitto, di una casa in città a prezzo ragionevole.
Il Piano Casa in approvazione al comune di Matera mostra di preoccuparsi soprattutto di questo secondo aspetto. La qualità complessiva della vita urbana al secondo posto. Se tutto va bene.