C'è un intreccio tra crisi politica e crisi morale al comune di Matera. Un intreccio davvero micidiale che rischia di portare velocemente al collasso. Mentre sarebbe ingeneroso accollare ogni colpa ad Adduce, al contempo le sue responsabilità sono pure evidenti.
Dell'intervento del sindaco, pubblicato oggi sul Quotidiano di Basilicata, apprezzo lo scudo, peraltro doveroso, offerto al personale della Polizia municipale. Adduce cerca giustamente di motivare una squadra che svolge compiti delicati in città e che è sicuramente scioccata, sia dalle accuse mosse dai magistrati al comandante che da una inaccettabile e generica posizione anti-vigili urbani, che in queste ore sta prendendo piede in alcuni strati della pubblica opinione.
La crisi politica è principalmente il frutto della frammentazione del Partito democratico, a Matera ed in Basilicata, e dell'associata degenerazione correntizia e personalistica che porta, fatalmente, i feudatari a ragionare nella logica del "se non muori (politicamente) tu non posso sopravvivere io".
Tuttavia, alla luce di questi primi due anni circa di mandato, possiamo anche affermare che il sindaco, nei momenti davvero topici, non ha fatto molto per cercare una sintesi all'interno della sua maggioranza, preferendo invece giocare al "dividi e governa", attraverso la ricerca di sponde occasionali (talvolta piuttosto improbabili) all'interno del Consiglio comunale.
La conduzione del Piano Casa è un esempio da manuale di questa strategia. In effetti, per capire se la mia lettura dei fatti ha un fondamento minimo, invito a confrontare la vicenda delle dimissioni estive di Vincenzo Viti da capogruppo Pd al Consiglio regionale, rapidamente rientrate, con quelle di Angelo Cotugno capogruppo Pd al Consiglio comunale, rassegnate all'epoca delle divisioni sul Piano casa e rapidamente accettate. In entrambi i casi si trattò di finte dimissioni, come usano fare i politici (pseudo)navigati quando vogliono sollevare un problema, verificando la legittimazione di cui godono. Ora, Cotugno ed il suo gruppetto non hanno, come è ben noto, un'aura molto verginale, come dimostrato dalle scelte scellerate di ostruzionismo fatte all'avvio della nuova consiliatura comunale.
Tuttavia, a mio parere, sull'atto più rilevante compiuto dall'amministrazione in questi due anni sarebbe stata doverosa la ricerca di una sintesi all'interno della maggioranza. Aggiungo che, peraltro, le posizioni di merito del cosiddetto feudo Santochirico sul Piano Casa apparivano più che dignitose.
Sul piano della crisi morale gli eventi si susseguono incalzanti e, anche qui, occorre distinguere tra vizi e virtù del sindaco. Non so se esistano precedenti, in Italia e nel mondo, di una situazione in cui almeno 3 alti dirigenti o collaboratori siano agli arresti, o condannati, o rinviati a giudizio. Chiaramente, e direi perfino banalmente, la responsabilità penale è personale e vade retro giustizialismo! Ma sul piano politico non si deve neppure scherzare. Io sono abbastanza amico di Roberto Cifarelli, al quale auguro davvero ogni bene sul piano della sua vicenda giudiziaria ma, fossi stato il sindaco, ci avrei pensato su un centinaio di volte prima di chiamarlo, e poi confermarlo, nel delicatissimo ruolo di Capo di Gabinetto.
Si noti, anche, che al tempo dell'approvazione del Piano Casa, nella primavera 2011, le due figure di maggior rilievo tecnico-politico accanto ad Adduce erano entrambe inquisite dalla magistratura per reati di una certa importanza, per quanto risalenti a periodi precedenti. Successivamente all'approvazione del Piano in Consiglio comunale, il dirigente tecnico dell'area fu condannato in primo grado ed il Capo di Gabinetto, su una distinta indagine della magistratura, fu rinviato a giudizio.
Date queste premesse, mi par poi chiaro che diventi assai limitativo invocare Brunetta, Tremonti, il Patto di Stabilità ed il destino cinico e baro, per giustificare ogni scelta politica.
Su questi aspetti, anche i chiarimenti forniti dall'assessore Rivelli nella video intervista, finiscono, a mio parere, per confermare qualche serio errore di valutazione fatto dall'amministrazione. Sempre a proposito di Rivelli, che è un esponente di primo piano di Sinistra e Libertà in Basilicata, colgo dall'intervista la sua buona preparazione politica e amministrativa ma mi dolgo per una sua certa inclinazione al politichese nonché verso una certa sufficienza sulle questioni morali. Entrambi, di questi tempi (o forse, meglio, in ogni tempo), sono peccati mortali. Soprattutto per la sinistra politica.
Da ultimo, la vicenda giudiziaria del comandante dei vigili urbani potrebbe essere la tegola finale per l'amministrazione. Anche qui, la vicenda personale di Pepe seguirà il suo corso. Tuttavia, sembra difficile pensare che in giunta nulla si sapesse sullo stile, come minimo discutibile, del colonnello. È un punto sottolineato, ritengo correttamente, da Saverio Acito nella sua intervista a Hyperbros. Tra l'altro, c'era anche la ben nota eredità dei conflitti lasciati dal trio Buccico-Acito-Di Maggio. Quindi, il comandante andava, se non proprio ridimensionato, di certo non gravato di ulteriori e delicate responsabilità dirigenziali.
A questo punto Adduce è ad un passo dal crollo. Secondo me, nuove elezioni amministrative con un quadro esterno, locale e nazionale, così difficile, sarebbe meglio evitarle.
Peraltro, non si intravedono neppure grandi alternative, sufficientemente credibili, al momento. Anche la opposizione di centrodestra ha seri problemi: dispone di alcune autorevoli e competenti personalità ma porta pure il peso di un grande fallimento politico recente. Tuttavia, è ovvio, che l'amministrazione non può andare avanti costi quel che costi.
L'unica strada perseguibile, dunque, da parte di Adduce e del Partito democratico, sembra consistere nell'immediato azzeramento della giunta e nel tentativo di rilancio dell'attività di governo, con l'individuazione di pochi e chiari punti di programma condivisi, all'interno dei quali dovrà necessariamente svettare una maggiore applicazione del sindaco e della maggioranza sulle questioni etiche e morali. Un altro aspetto, fondamentale, sul quale intervenire, riguarda la necessità un robusto ispessimento della qualità di giunta.
Articolo di Antonio Ribba - Interviste di Donato Mola aka HB
i Pro e i Contro: Acito e Rivelli
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Caso Pepe, le decisioni della commissione disciplinare bit.ly/vZNZls #Franco_Pepe #Matera
— Trmtv (@Trmtv) Gennaio 26, 2012
Commenti
Leggendo la sintesi dell'intervento del Sindaco Adduce di ieri in consiglio comunale, sintesi riportata sul sito del Comune di Matera mi ha fatto tornare alla mente alcuni concetti espressi da Antonio nel bello ed intenso articolo pubblicato sempre ieri dal Quotidiano di Basilicata. In particolare, la totale assenza di "ogni principio di responsabilità, in quanto si potrà poi sempre
ricorrere alla fiscalità generale, cioè alla comunità, per ripianare gli errori conseguenti alla cattiva gestione, politica e manageriale". E la bancarotta economica e finanziaria è quasi sempre preceduta dalla bancarotta etica.
Il significato politico è che Adduce ha proprio gli anni contati.
Sul merito della tua riflessione, penso che anche tu, le associazioni, la pubblica opinione debbano farsi sentire su questo incredibile scandalo delle nomine in corso alla regione Basilicata. Questo trionfo della mediocrità e dell'irresponas abilità deve essere fermato o, almeno, denunciato.
E' anche azzeccata la tua considerazione finale: la bancarotta economica di un paese è sempre preceduta (forse io direi accompagnata) dalla bancarotta etica.
http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=582442
Verifica : non avendo risposto decentemente al programma elettorale ed alle aspettative dei nostri concittadini ...... rivedere/correg gere/adeguare/a ggiustare(termi ne dialettale) il modo di governare intervenendo anche sulla squadra (termine sportivo)
sempre con affetto
Angelo
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