Giù nella tana del bianconiglio tutto è in subbuglio: dimensioni che variano e sfuggono a ogni legge della fisica, fiori che parlano, cappellai matti che servono il thè, una temibile regina antipatica (ancora una volta il binomio donna di potere-cattiveria ritorna prepotente come colei che lo incarna) e raccapriccianti racconti su ostrichette illuse e poi divorate. Sembrerebbe che tutto sia cambiato nel mondo animato della Disney e che il mondo al contrario di Alice abbia preso vita, caratterizzando un'eroina molto diversa da quella immaginata appena un anno prima: il sesso debole sfugge alle convenzioni, si dà alle avventure e le vive in prima persona. Partorisce, insomma, oltre che bocche da sfamare, anche un mondo di fantasia.
Ma il finale stesso del cartone ci dà la chiave di lettura di tutti questi capovolgimenti e ci insegna come vanno interpretati: è tutto un sogno. Non bisogna prendere, infatti, l'immagine di Alice come un inaspettato stravolgimento del ruolo della donna e delll'immagine a essa legata nel senso comune. Tanto per cominciare, le avventure di Alice hanno tutto il sapore del racconto per bambini poichè proprio così il suo creatore concepì l'idea, mentre era in barca con tre bambine (una delle quali Alice, per l'appunto) e ne allietò il viaggio lungo 5 miglia immaginando mirabolanti avventure. Dunque è un racconto fantastico per l'infanzia e che ha come protagonista una bambina, questo non va dimenticato.
Alice, infatti, è una ragazzina ed è in quella fase della vita in cui è ancora permesso sognare. E, per l'appunto, sogna. La sua via di fuga dalle convenzioni e dalle poesie da imparare pedantemente a memoria sta nella fantasia. E questo ha tutto il sapore dell'epoca in cui ha vissuto il suo creatore: il 1800. Il secolo dei romanzi, il secolo delle donne lettrici e delle fughe d'amore col pensiero. Il suo viaggio dalla realtà, che ha tanto affascinato molti bambini e altrettanti ne ha terrorizzati, dura fino al rintocco della sveglia. E la realtà, con i doveri da assolvere, le buone maniere da rispettare e il marito da trovare (come racconta la poco entusiasmante recente versione di Tim Burton) sembra risvegliare Alice, al suon di "E' tardi è tardi", proprio come fa il suo bianconiglio.
Commenti
Cara Antonella, questo sembra proprio l'abstract dell'odierna intervista di De Filippo al direttore del Quotidiano di Basilicata, Leporace.
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