lunedì 25 agosto 2008

UOVA MARCE

Vieni in Basilicata e scopri il Texas

Potrebbe essere questo lo sglogan per le prossime tornate elettorali, in ordine di tempo: comunali e provinciali fra meno di un anno, regionali fra due anni.
Ma se vieni in Basilicata e ti rechi in Val d'Agri senti una puzza di uova marce. Si, proprio così, uova marce. Uova marce, puzzolenti come le fialette di carnevale che facevano scappar via anche un "esercito di bisonti".
Saranno forse uova di gallina o di struzzo dimenticate sotto il sole delle estati lucane, quelle piene di appuntamenti eno-grastronomici a rischio gastro-interiti, oppure sono uova pronte per essere lanciate addosso ai tanti personaggi di spettacolo che, qualcuno troppo arguto, nelle vesti di manager pensa di usare per riempire le piazze dei comuni in polvere?
Niente di tutto questo. Sarebbe troppo bello per essere vero.
In realtà quella puzza di "ovum maleficus" proviene dai pozzi di petrolio e dal centro oli di Viggiano, che il Ministero dell'Ambiente chiama "Deposito di oli minerali" della ENI SpA - Divisione Exploration & Production, e
classifica stabilimento suscettibile a rischio di incidente rilevante (ai sensi dell'art.15 comma 4 del D.Lgs n.334/1999 - Seveso bis).
In realtà quella puzza è idrogeno solforato o acido solfidrico (formula chimica: H2S), un gas estremamente velenoso che può causare anche la morte. Quelli dell'ENI lo sanno bene (vedi immagine in alto a sinistra che ritrae cartello all'ingresso del pozzo Cerro Falcone 2), ma soprattutto quel medico di Grumento Nova che ha denunciato
il colosso energetico alla magistratura per disastro ambientale.

Il centro oli di Viggiano a rischio incidente rilevante

La norma (D.lgs. 334/99 integrato e modificato dal D.Lgs. n.238/05) che recepisce la Direttiva europea 96/82/CE, detta disposizioni finalizzate a prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose (tra cui l'H2S) e a limitare le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente e stabilisce che
i Sindaci su indicazione dei Prefetti - sulla base del piano di emergenza esterno - sono tenuti ad un opera esauriete di informazione alle popolazioni sui potenziali rischi.
La Direttiva è la stessa sotto l'occhio della Commissione Europea in quanto disattesa dall'Italia, fattore che ha indotto Bruxelles ad avviare una procedura di infrazione (n. 2007/2030) per violazione dell'art.11, ribadida ai comandi regionali e provinciali dei Vigili del Fuoco, al Dipartimento della Protezione Civile e ai Prefetti, da una circolare ministeriale (prot. n. DCPST/A4/RS/108 del 15.01.2008) a firma dell'allora ministro Pecoraro Scanio.
Un elemento in più che induce a pensare che l'ENI è stata in questi anni una sorta di "gerarca intoccabile" che oggi rilancia ipotesi di midolli da spolpare nella polvere di questo nuovo Texas.

Immagine in alto tratta da: www.pandosia.org

venerdì 15 agosto 2008

CAVOLI A MERENDA

E’ una giornata di agosto, l’Assessore si reca al bar per uno spuntino e lì si imbatte in un dialogo alla “paesana maniera” con Mario, titolare e gestore del bar (fatti e luoghi sono puramente casuali).

Assessore: “Ciao Mario, sono stanco morto! Ho bisogno di qualcosa che mi tiri su! E’ stata una giornata esavalente!”

Mario: “Uhhmm…assessò! Esa... che?

Assessore: “Si, esavalente…Sti cazzi di ambientalisti rompono co sta storia dell’idrogeno solforato…Ora anche con il cromo esavalente..”

Mario: “Mah…io non ci capisco proprio niente. Certi nomi..

Assessore: “Ora anche una professoressa, na certa D’Orsogna che vive in america, ci si mette…Non vogliono capire che il petrolio per noi è la vita! Eni lo sa! Con quei soldi facciamo un sacco di cose..


Mario: “Assessò…Ma di quali soldi parlate?”

Assessore: “Le royalties, quelle del petrolio…”


Mario: “Royal… che?”

Assessore: “A Mario!! Quante domande! Pensa solo a prepararmi qualcosa da mettere sotto i denti..”

Mario: “….Vabbè…ho una cosa che fa per voi, assessò: Cavoli lessi!”


Assessore: “Cavoli lessi? Ma mi prendi i giro?”

Mario: “Assessò…mi avete appena detto che certe cose non devo saperle! Ma almeno quello che devo prepararvi da mangiare devo saperlo! Vi pare?…Io sono dietro al bancone e voi mi avete chiesto na cosa buona da mettere sotto i denti…beh…eccovi servito…Sti cavoli sono coltivati a Viggiano…stanno pure vicino al Sinni…Lo conoscete il Sinni, assessò?”

Assessore: “…Si..Si…Uhmm…..Mario…mi so ricordato che ho un appuntamento…devo scappare…sai com’è?!

Mario: “Si...assessò…lo so.. lo so… è na giornata esavalente!!”.

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La vicenda è quella dell’idrogeno solforato (H2S) e del cromo esavalente (cromo +6): due pericolosissimi cancerogeni. Il primo è un gas prodotto dalle attività di estrazione e trattamento del petrolio in Val d’Agri, il secondo è un componente fortemente ossidante e nocivo nella sua mutazione esavalente, rinvenuto assieme a matalli pesanti nella discarica illegale di Rivolta nel territorio di Nova Siri (Mt), prossima alle vicine acque della foce del fiume Sinni.
Proprio su questi due elementi è intervenuta recentemente
sul blog dell'amico Astronik la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, docente del “Department of Mathematics, California States University al Northrige, Los Angeles”. In un recente post dal titolo “Petrolio & veleni, la salute prima di tutto”, la prof.ssa D’Orsogna è intervenuta lasciando un commento molto eloquente. Ve lo ripropongo per una vostra riflessione:
“grazie astronik….in tutte le città d'Italia (e in realtà del mondo) dove io ho potuto un po indagare, ne esce fuori che vivere vicino ai centri petroliferi comporta un peggioramento della qualità di vita, in termini di salute e di prospettive economiche e sociali. Non solo Viggiano, basta solo guardare le condizioni di vita a Falconara, Gela, Manfredonia.., per restare in Italia, ma è cosi dappertutto, anche in America. In Italia, in alcune di queste città esistono anche studi epidemiologici dove l'enorme proliferare di tumori vicino alle raffineria è innegabile.

Fra l'altro, l'H2S è lo stesso gas che ha ucciso la gente a Molfetta e a Catania, ed è la puzza di uova marce che si sente vicino al centro oli di Viggiano. Quel gas, non solo puzza, ma certo bene non fa alla salute.

Ci vorrebbero delle leggi e dei controlli molto molto più severi in Italia. Ma sai che un consulente 20-ennale dell'ENI di Pisa, tale Paolo Andreussi, che incontrai a gennaio mi disse che a "Viggiano c'è solo qualcuno che ha l'odorato più fine"? Ancora, un fantomatico "esperto lucano di agraria" (non mi ricordo il nome sennò lo scriverei) diceva che non è vero che a Viggiano si vive male, anzi l'agricoltura della città va a gonfie vele e, riferendosi al filmato di Anno-zero sulla Basilicata disse "non bisogna credere a tutto che ci dice la televisione", come dire, che non è vero che a Viggiano ci sono tutti questi problemi...
In qualche modo dovremmo coordinarci a livello nazionale, dappertutto ci sono comitati cittadini, occorrerebbe una sorta di visibilità grande, i problemi sono gli stessi, sia che si abbia un "centro oli" che una raffineria...

Ciao buon lavoro – maria rita”

L'immagine (l'assessore interpretato da Paolo Cevoli di Zelig) in alto è tratta da: http://www.somedia.it

venerdì 8 agosto 2008

I VISIONARI

Deposito unico superficiale delle scorie radioattive nei Calanchi lucani, un’ipotesi che giunge a noi uomini polvere come una meteora alla criptonite, dopo le voci più che fondate emerse da un recente articolo de La Repubblica, dopo il possibilismo dello stesso Massimo Scalia.

Monitoraggio dell’H2S (Idrogeno Solforato) prodotto dalle attività di estrazione petrolifere e durante il trattamento del greggio in Val d’Agri denunciato dalla OLA, a cui l’ARPAB si limita nel rispondere che il controllo di questo pericolosissimo gas avviene soltanto due volte l’anno, senza che si conoscano i dati.


Miele “avvelenato” della Val d’Agri (vedi articolo sotto): denuncia che ci arriva da un giornale di Matera - il Resto - con un’articolo del 19 luglio 2008 che riprende un’ulteriore articolo pubblicato nell’Anno Domini 2004 da “International Journal of Food Science and Technology”, prestigiosa rivista internazionale che ospita gli studi dei nostri scienziati lucani dell’UNIBAS (Università degli Studi di Basilicata).

Tre casi legati da un filo conduttore, quello del silenzio, del top-secret o segreto di Stato a dir si voglia, censura assoluta di informazione che anche, e soprattutto, l’imbavagliata stampa lucana persegue per un pugno di dollari.

Il Presidente della Giunta regionale di Basilicata, Vito De Filippo, parla di visionari e si rivolge a coloro che mettono in giro queste notizie, quasi a sbeffeggiare e a beffare chi fa libera informazione senza filtri, quella orizzontale e non verticistica, priva di veti e spie o microspie.
Ora qualcuno potrà obiettare quanto scritto in questo post, in particolar modo mi rivolgo ai produttori di miele, agli amministratori e cittadini di Viaggiano e di Corleto Perticara (i due centri dell’esistente centro oli, e quello futuro) che mi sembra vivano in un mondo diverso da quello che è la realtà dei fatti.
Ma siamo visionari o veggenti, magari maghi o stregoni di un nuovo medioevo, probabilmente.

Qualcuno si incavola per davvero quando pronuncio questa parola: medioevo!

Siamo “eretici” di questa epoca globalizzata e mondializzata dove il diritto alla coscienza e conoscenza diventa utopia se non addirittura peccato veniale, dove ognuno deve rendere alla società quello che i controllori sociali impongono attraverso i media, i costumi, la spettacolarizzazione degli eventi, dove la massa si inebria di fonte ai miti per poi finire con una sbronza collettiva di piaceri senza badare che dietro l’angolo si nasconde il fatto, quello che solo chi ha visioni trascendentali vede e racconta nel silenzio più assoluto.

L'immagine in alto è tratta da: www.edu-negev.gov.il

sabato 2 agosto 2008

IL TAGLIA ERBA

Spesso nella vita ci capita di dover fare cose contro la nostra volontà perchè imposte. Lo devi fare, perchè è così scritto, perchè è così deciso, e se non lo fai ti arrivano addosso una valanga di problemi. Hai modo di conoscere nuove persone con culture e tradizioni diverse dalle tue, con punti di vista differenti dal tuo, spesso in contrasto con le tue, di idee. Lì capisci quanto è importante quello che fai quando sei svincolato, quanto sia necessario continuare l'opera cominciata quasi per gioco. Le regole impartite, le disposizioni, gli ordini, la gerarchia, tutte parole che se abusate rischiano di militarizzare la tua vita e metterla a dispozione dei "taglia erba". "Chiedi e ti sarà dato", diceva qualcuno abbastanza importante. "Sai quello che lasci ma non sai quello che trovi", diceva qualcun'altro sempre importante. Io che non sono importante, ma mi importa quello che faccio, mi limito a pensare e scrivere le mie sensazioni su questo blog, con la speranza che quelle "falci" possano restare solo ed esclusivamente un gioco, un'antica tradizione rurale.

Immagine in alto tratta da: www.istitutocalvino.it/blog/?cat=4

giovedì 24 luglio 2008

IO AMO CAPAREZZA

Boschi in fiamme nel Gargano e scoppia la polemica a Monte Sant'Angelo (Fg) sulla partecipazione di Michele Salvemini in arte Caparezza a Festambiente. Tutto è nato da un brano: "Vieni a ballare in Puglia", che ha fatto letteralmente agitare l'assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello, che giudica il testo di questa canzone offensivo per tutta la Puglia. Chissà perchè certe cose diventano "offensive" quando si affrontano tematiche legate all'ambiente, al lavoro, che comportano tutta una serie di problematiche che incidono pesantemente sulla salute dei cittadini? Caparezza non fa che raccontare quello che accade, quello che avviene in una terra, la sua terra, dove anche lì certe verità fanno paura. Lui lo fa con la musica, con il sui ritmi hip-hop, con il suo rap, contribuisce alla causa per smuovere quelle coscienze inabissate nel profondo abisso dell'indifferenza.
Per questo motivo IO STO CON CAPAREZZA e vi propongo il video della canzone "Vieni a ballare in Puglia".
Buona visione...e 10, 100, 1000 Caparezza!!!



L'immagine in alto è tratta da: www.kobrabyte.org

mercoledì 16 luglio 2008

FIAMME E RAPACI

"....Poichè gli uccelli rapaci, proprio per istinto, evitano l'uomo, e si tengono lontani da lui per carattere e per costumi naurali, e ben a ragione, poichè temeno di essere catturati dall'uomo, e si difendono in tale occasione col volo, e opponendo il proprio corpo, sempre ed istintivamente stanno lontano da lui"
De arte venandi cum avibus - Federico II di Svevia, 1236

Oggi, mentre rientravo dal lavoro c'erano due incendi lungo la strada provinciale che collega Barile a Ginestra (Potenza). Bruciavano macchia mediterranea, ginestre e cespugli vari. Quello che mi ha letteramente colpito, però, è stata la presenza massiccia di rapaci che volavano sopra le fiamme, immersi nei fumi quasi a cercare di spegnere questi fuochi. Il mio intuito e la logica mi hanno fatto pensare che questi splendidi animali cercavano invece di salvare i propri piccoli da una morte sicura.
Ho molto riflettuto e ho pianto a quel pensiero. La vita è straordinariamente incredibile, ma allo stesso tempo crudele.
Avere coscienza di questa cosa è il nettare della vita, quella che ogni giorno...va in fiamme...

Nota: a seguito di un confronto con gli autori del testo "Rapaci diurni nella provincia di Potenza" è emerso che la presenza di rapaci su un'area interessata da incendio è tipica di questa specie. Il loro è un classico comportamento alimentare: cacciano tutti quegli animali in fuga dalle fiamme come roditori, serpenti e insetti. Inoltre, il
calore prodotto dalle fiamme creano correnti ascensionali che attirano i rapaci.
Chiaramente, restano le sensazioni che ho provato in quel momento, in virtù del fatto che, un incedio è sempre soppressione di vita animale, vegetale e qualche volta umana, purtroppo...

L'immagine in alto ritrae la copertina del libro "Rapaci diurni nella provincia di Potenza" di Antonio Bavusi e Pasquale Libutti.

giovedì 10 luglio 2008

L'OSSO DI DORIA

Uomini, donne e bambini di Basilicata chiamati "polvere". E' questo che pensano le multinazionali ormai colonizzatrici di culture, tradizioni e memorie.
Anime di un popolo, quello lucano, prossime all'annientamento, cancellati dal mondo come i Mapuche dell'america latina. Il tentativo di inniettare
nella nostra polpa l'osso di Doria è la nuova strategia di ENI affiancata dalla Fondazione Mattei, dal Consorzio Aaster e dall'Editoriale Vita, con l'avvallo dei Comuni di Abriola e Calvello.
"Costruire una missione di comunità dentro le dinamiche del capitalismo globalizzato, interessando relazioni tra un global player come ENI e le piccole comunità in polvere della Basilicata, significa in qualche modo ricordare il futuro". Sono parole di pietra, quelle enunciate da Aldo Bonomi, direttore dell'Istituto di ricerca Aaster - pubblicate da Il Quotidiano della Basilicata del 10 luglio 2008 - che vorrei commentare con un video estratto da YouTube, perchè solo le immagini e i canti Mapuche ci fanno comprendere quanto sta accadendo della nostra regione.




I petrolieri ci vedono così. Così siamo per loro. Polvere, solo inutile polvere..

L'immagine in alto è tratta da: www.paolino-vitolo.it

martedì 8 luglio 2008

L'UOMO OMBRA

Venosa, lunedì 7 luglio, ore 19.00 di un giornata calda non troppo monotona rispetto al solito.
O forse. Nella spendida cornice di piazza Castello, quattro oggetti non identificati variopinti fanno da sceneggiatura in un teatro in cui burattini e burattinai incalzano per presentare il nuovo piano rifiuti della Città di Venosa.
Mentre nella sala del trono del Castello ducale altri oggetti, ben identificati, annunciano la nuova raccolta differenziata nella "città solidale" dei raddoppi delle discariche, il "barbecure Fenice" è pronto per arrostire 127 fusti di "ketchup" provenienti da Fosso Lavandaio (Marconia di Pisticci).
Riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio, riuso e recupero. Le famose 5R impazzano nelle slide di presentazione e canti gregoriani (CIP6) si innalzano dalle camere ardenti dell'inceneritore Fenice. Recupero, si, ma non di materia prima, ma energetico, valorizzandolo semmai grazie ad una raccolta differenziata spinta di carta e plastica. Rifiuti che secondo il piano della Provincia di Potenza (in via di approvazione) vengono classificati ad alto contenuto energetico.
Tra i presenti l'assessore provinciale all'ambiente Domenico Icobuzio, il quale annuncia la realizzazione di un sito di compostaggio a Potenza (bene!) e l'utilizzo di due cementifici - nelle due province - pronti ad accogliere il CDR-Q (Combustibile Derivato da Riufiuti di Qualità). Male! Malissimo!!!
Tornando a Venosa, e al nuovo servizio di raccolta differenziata affidata al consorzio Seari Srl, diventa assai difficile, ma non troppo, comprendere come mai dei quattro contenitori destinati alla differenziata, solo due rispettano le cosiddete frazioni merceologiche: il vetro e l'organico (finalizzato alla produzione di compost). Gli altri due contenitori riguardano il multimateriale (carta, plastica, alluminio, metalli, scarti di legno, tessili ed altre tipologie di rifiuti non contaminati - tutto insieme!) e l'indifferenziato che sarebbe dovuto sparire e che invece continuerà a persistere nelle strade di Venosa. Altro aspetto poco comprensibile è la distribuzione dei contenitori: chi vive in alcune zone della città non potrà differenziare l'organico e dovrà sperare nell'autocompostaggio domestico. Nel centro storico e per le attività commerciali verrà, invece, sperimentato il porta a porta.
Tutto bello, o per lo meno interessante dal punto di vista del raggiungimento degli obiettivi di questa Amministrazione comunale che, a distanza di un anno dalle amministrative, si gioca una carta importante per un'eventuale quanto improbabile riconferma.
E che ne dica Mario Brancale, presidente dell'AATO 1 rifiuti che nelle sue conclusioni sponsorizza e lancia "Venosa comune riciclone" premiato da Legambiente. Il tutto sotto l'occhio attento e vigile dell'uomo ombra chiamato Gianfranco De Leo.

Sopra, la vignetta di Ca.Gi.
In basso i nuovi contenitori della raccolta differenziata.

Informazioni personali

Le mie foto
Viler
Ho aperto un blog per parlare di ambiente secondo il mio punto di vista. Uno spazio era doveroso per le cosiddette pillole sentimentali, fiele per alleviare la furia ambientalista che è in me.
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