Fondazione Daje Rotating Header Image
  • E' attiva la campagna di tesseramento 2008: c’è una comodissima iscrizione ikea fai-da-te, con carica autoattribuita e beer validation
  • Per i post della base in giro per il Web c'è un aggregatore automatico, in continuo rimescolìo
  • Tutti gli appuntamenti nel calendario dajista
  • Per ospitare una daje night o per dare una mano c'è la mail
  • Nel futuro ognuno avrà i suoi 15 minuti di corrente Pd

    Ho letto su Repubblica che sei a capo di una corrente con Zingaretti. Complimenti, ti ci metti pure tu! - Circolo Pd La Forma dell’Acqua

    Per quel che mi riguarda rispondo solo della Fondazione Daje, che in quanto corrente più trasversale e imprevedibile, in queste rappresentazioni da Risiko, non a caso, non viene mai citata.

    Per il resto è andata così. Repubblica ha copiato una fantasiosa grafica fatta dal Giornale due mesi fa, grafica nella quale, per il solo fatto d’aver accettato di intervistare Zingaretti nell’ambito della prima uscita pubblica di un’associazione chiamata Democraticamente, io e Zingaretti siamo diventati capi di una corrente Pd così denominata (e la cosa grave, data la confusione imperante, è che il tutto è parso plausibile). I miei discutibili pregiudizi m’han portato a non stupirmi della faciloneria del Giornale e a stupirmi di quella de la Repubblica. Prometto per il 2009 di liberarmi di sovrastrutture mentali così antiche.

    Da Il Riformista di sabato scorso

    Natale ai tempi di…

    Circolo Pd Troppo Radicati nel Territorio

    Ciao Diego, ma ti pare possibile che davanti alla richiesta di lasciare la poltrona fatta dal proprio segretario un sindaco resista mostrandosi così egoisticamente e indecentemente orgoglioso? Circolo Pd Troppo Radicati nel Territorio

    A parte il fatto che è tutto da dimostrare che Walter abbia chiesto a Rosa di mollare, così come è da dimostrare che l’abbia chiesto pure a Bassolino, di certo l’ha chiesto a Villari e di altrettanto certo c’è che nessuno dei personaggi citati subisce l’autorità del segretario. Con un mio amico ieri ci siamo ricordati di quando Panucci si rifiutò di entrare in campo dalla panchina, litigando con Capello. Quello era il segnale che non c’era più disciplina, non c’era più squadra, non c’era più leadership (e di lì a poco Capello smammò). Nel Partito democratico i segnali in tal senso abbondano.

    Dal Riformista di sabato scorso

    Tolleranza Zoro 18a puntata. Papà Natale.

    La cronaca di una settimana di passione passata al telefono con mio padre, da Facebook all’Abruzzo, da Potenza a Napoli, da Walter a Walter, da Nudo a nudo, comunque verso Natale. [... Questa è] una versione web più lunga di due minuti circa rispetto a quanto andato in onda in tv. Nonostante ci sia ben poco di favoloso nelle vicende qui trattate, il titolo rodariano ha preso il sopravvento lo stesso (tra l’altro il libro in questione vede come protagonista un Bianchi al telefono). Buona visione (e intanto buon Natale).

    E’ online la diciottesima puntata di Tolleranza Zoro, andata in onda venerdì scorso a Parla con me su RaiTre.

    PDday. Diretta e altro dalla Direzione nazionale del Pd.

    Inizia alle 9,30, nella sede del partito in via del Nazareno, la riunione della Direzione del Pd.
    SEGUI DIRETTA SU Youdem, o (non solo diretta, ma anche trasmissione in studio) RedTv (post in possibile aggiornamento).


    La diretta su Red Tv

      Diretta a cura di as (leggi anche su friendfeed)

    • 19.30. Si votano tre mozioni, per alzata di mano. La prima, quella che riprende la relazione del segretario, letta da Franceschini e integrata live in alcuni passaggi, passa. La seconda, di Follini, che chiedeva l’interruzione dei rapporti con Di Pietro, non passa. La mozione Bachelet, Sofri, Adinolfi, non passa (ho visto molti astenuti, Veltroni compreso – ma troppo al volo per capire bene). Franceschini prima di procedere alla votazione ha obiettato la natura, a suo dire, troppo valutativa di alcuni passaggi della terza mozione, che non avrebbero permesso al partito di accoglierla integralmente. Sofri “Se non ti piace come è scritta, non la voti”, Franceschini “infatti infatti”. Fine, grazie a tutti.
    • 19.00. Si iniziano a votare le mozioni, Franceschini le legge ad alta voce. “Quelli che hanno presentato i documenti intervengono. Sofri è intervenuto per il documento presentato da lui, Adinolfi e Bachelet e altri. - Mae*”
    • 18.30. Parla Veltroni. “Bella la discussione, i toni e le intenzioni. Bisogna avere più pazienza per il partito, il Pd ha proprio sbagliato timing, doveva nascere nel 1996″. Sulla questione morale giusto un secondo per confermare fiducia nella magistratura. “Le correnti sono il male, e pure le primarie ideologizzate” - insomma alla fine rimane che decide lui, tertium non datur. Chiamparino rimane ministro ombra, Veltroni l’ha convinto ha tornare indietro. “L’impressione maggiore all’esterno – cita una ricerca – sono i casini interni del Pd, i litigi e le fratture”. Ma va?
    • Ore 17.41, a metà del guado, mozione d’ordine. Franceschini prevede fine a mezzanotte, con questo ritmo. C’è chi chiede replica del segretario, chi rinuncia a parlare e chi comunque lo pretende. Franceschini propone di andare avanti fino alle 18.30 e poi dare la parola a Veltroni. La Concia chiede che gli interventi scritti di chi non parla siano disponibili sul sito. Franceschini mette ai voti la proposta sei e mezza, che viene approvata al alzata di mano.
    • E’ vero ed anche una delle uniche note politiche interessanti direi: “In generale quelli sfiniti dalle primarie sono stati parecchi, oggi” (Luca Sofri).
    • Ora Finocchiaro, come l’urlatore Minniti dice di aver trovato la riunione “rassicurante”. Boh.
    • Il link alla mozione di Bachelet, Sofri, Adinolfi e altri: mozione. Nessuno capisce se e come sia stata presentata, se e come verrà votata, varie ed eventuali. Intanto Veltroni resiste al suo posto, nessuno l’ha visto alzarsi dalla sedia nelle ultime 6 ore.
    • D’Alema parla 14 minuti
    • 16.34 parla D’Alema, che così inizia: “Da questa riunione a) ci si aspettava uno scatto in avanti, essere disponibili ad uno sforzo comune; b) si temeva un segnale di crisi o disperazione; c) si evocava la possibilità di uno stand-by. La riunione riavvia, segna uno scatto in avanti”. D’Alema esprime il suo giudizio positivo alla riunione, di fatto dichiarandola chiusa anche se devono intervenire ancora una quarantina di iscritti a parlare.
    • Rutelli: “Avanti con Walter, assoluta fiducia a Walter, ma abbiamo sbagliato la battaglia sulla presidenza vigilanza Rai e la campagna Salva l’Italia è servita a niente”. Rutelli vince finora il primo premio nella specialità “Bravo Veltroni però”.
    • Ore 16.00 parla Bersani, in modo molto intenso “Noi dobbiamo essere fieri di noi”. “Quando c’è la bufera, bisogna mettere i piedi nei posti solidi”. “Se non difendiamo il buono che abbiamo, rischiamo abbandoni silenziosi e arrivi che non arrivano”. Bersani sta facendo il discorso che avrebbe dovuto fare Veltroni, secondo me – parlando di petto la questione morale e la polemica sul partito, difendendolo costruttivamente, dando risposte senza rifugiarsi nelle alte ottimistiche sfere.
    • Siamo nemmeno un quarto del guado.
    • L’impressione di Beneforti all’inizio della diretta acquista ogni minuto più evidenza empirica: “Se c’è la diretta vuol dire che non conta nulla”.
    • Domanda (15.45): “Ma Walter s’è mai alzato dal tavolo?”. Risposta: “Non mi pare che wv si sia mai alzato (non è che tenga proprio sempre -sempre lo sguardo fisso su youdem) ma ora sta smarmellato sul tavolo, c’ha il calo ipoglicemico - Flaminia”
    • 15.36: Chiamparino rassegna le sue dimissioni da ministro del governo ombra
    • La noia fa scivolare l’attenzione sui dettagli: “Quelli con gli occhiali eseguono automaticamente il gesto vezzoso di togliersi gli occhiali quando alzano la testa per rimetterseli subito quando tornano a guardare gli appunti.” beneforti, 15.00
    • “PS. Bassolino non l’ha applaudito n-e-s-s-u-n-o. - Giacomo”
    • Franceschini, alle 14.20 ca, dopo 17 interventi su 81 (e forse più a questo punto), buona: «Continuo a ricevere indicazioni da persone che mi chiedono contemporaneamente di voler parlare e voler finire presto». L’impossibile quadratura dei minuti.
    • «è divertente come gli ex margheritini citino Reichlin in continuazione. poi Berlinguer. - Mae*»
    • Il format degli interventi è più o meno “condivido la relazione del segretario però”. Si confida nella Picierno, spesso inquadrata tra il pubblico, per un sorpasso di Veltroni a sinistra dell’ottimismo.
    • Quindici i minuti che si è preso Fassino per il suo intervento, tutti gli altri sette. Evidentemente ci sono minutoni e minutini, e i minuti non sono uguali per tutti. Un giochino che ho già visto e che sarà minuzia o dettaglio pedante, ma che non mi piace per niente.
    • I radi applausi (ora a Fassino, 13.11) sono a chi invoca la necessità (e il dovere) di dimissioni per chi mette in imbarazzo il Partito
    • Su friendfeed, un gruppo di ascolto – nemmeno fosse Sanremo. Tutti più o meno concordi: nessuno più ottimista di Veltroni. E’ uno sbaglio politico (almeno all’interno del contesto assembleare).Tutti più o meno dichiaratamente stanno sconfessando un pezzettino dell’intervento del segretario. Anche Follini (ore 13.00), che addirittura maramaldeggia citando Berlinguer per arricchire una delle sue TRE obiezioni a Veltroni.
    • “Con quel famoso bigliettino ho scommesso una sciocchezza, e mi aspetto mi diciate che sono stato uno stupido. Ma non ho mai tramato nell’ombra come dice Di Pietro dal suo blog”, ha detto più o meno La Torre alle 12.33.
    • Tutti gli interventi nessuno escluso, finora (12.00) sono più realisti del re (dell’intervento di Veltroni). Qualcosa vorrà dire?
    • Finita la relazione di Veltroni, Franceschini alle 11.33 evoca ‘a nuttata, chiedendo di spostare treni e aerei: ci sono 81 iscritti a parlare. Mormorio nella platea, 7 minuti a persona, i conti son fatti: 561 minuti di relazioni, pause escluse.

    Diretta Live

    La diretta live su Youdem: beta.youdem.tvo su RedTv.

    Intervento di Veltroni all'assemblea nazionale del Pd, su YouDem



    Liveblogging e dirette

    • La diretta sul blog di Luca Sofri, membro del direttivo.
    • Una lista e una riflessione sulla direzione vista (in diretta) dal Web, su Webgol

    Modern Art

    …direttamente dalla rassegna Good Morning L’Aquila

    Analisi del voto

    Il risultato del voto in Abruzzo «evidenzia in modo nettissimo un malessere dei cittadini e dell’elettorato verso la politica e le istituzioni» che «colpisce fortissimamente il Pd che è nato per rinnovare il rapporto tra politica e cittadini e quindi ha suscitato maggiore delusione. Il risultato ci richiede di premere sull’acceleratore dell’innovazione». Goffredo Bettini, coordinatore politico del Pd, sintetizza così la discussione avvenuta durante la riunione del coordinamento.

    Un non sequitur doppio carpiato da manuale (uno tra tutti: perché il rinnovamento dovrebbe essere cagione di delusione?). Come a dire: l’elettorato è DELUSO dal Pd perché IL PD è nato per rinnovare, ERGO il Pd deve innovare ancora di più.
    Gira la testa eh?

    L’Abruzzo e lo struzzo


    Mentre il 30% degli elettori decide di non andare a votare, mentre il più grande partito riformista che l’italia abbia mai avuto (cit.) scende sotto il 20%, mentre ti arrestano un sindaco, nonchè coordinatore regionale, nonchè delfino politico, lo struzzo piantando la testa in un buco di terra d’Abruzzo, commenta: “C’è malessere, stanchezza e critica anche nei nostri confronti” ( Walter Veltroni). “Se non vota la metà dei cittadini è un problema che riguarda tutti i partiti” (Massimo D’Alema). “L’unico rammarico è che se ci fosse stato l’accordo con l’Udc avremmo vinto” (Giuseppe Fioroni).

    Chiosa Ottaviano Del Turco, ex presidente della Regione, attualmente inquisito, nonchè uno dei 45 padri costituendi del Pd: “Sono proprio felice”.

    Obama, il cambiamento si fa governo?

    Titolo: Obama, il cambiamento che si fa governo. Strategie digitali e prassi politiche, durante e dopo la campagna elettorale
    Dove: unAcademy, Second Life (slurl)
    Descrizione: Obama, ieri, oggi e domani – ad un mese dalla vittoria, e con un’attenzione particolare alle strategie Web. Per iscriversi e per maggiori informazioni: questo post su unAcademy.
    Relatori: Paolo Ferrandi giornalista e blogger, Mattia Diletti e Mattia Toaldo, che hanno curato il blog America2008 (anche un libro in uscita) e si occupano di politica estera e Usa rispettivamente all’Università di Teramo e Roma3. Modera Antonio Sofi.
    Quando: 16 dicembre 2008
    Inizio: 22:00 h

    Pagelle ombra, forza 5

    Quinta settimana delle pagelle ombra dei membri ombra del governo ombra. E ricordatevi: il peggior giudizio è l’indifferenza. Lo si fa per affetto, insomma, ad affettarli.

    Veltroni 6
    Sarà il natale in arrivo, ma voglio dargli un doto positivo. Non che stia dando quello che noi vorremmo, ma almeno ha ricominciato a fare il Veltroni, con le cose che sapeva fare bene quando era il grande sindaco daa grande capitale. Le foto con Bono, le feste con i giovani. Niente di che. Ma sembra un po’ il grande calciatore che torna dopo un lungo infortunio, e non riuscendo ancora a correre, tira tutte le punizioni e i rigori e i calci d’angolo, per far vedere che almeno i colpi ce li ha.
    Er Beckham de noantri

    Tenaglia 5
    Volevo dargli la sufficienza, perché ottiene almeno un incontro con Alfano (di sti tempi, c’era il rischio che lo rimandassero a dopo le feste con qualche scusa banale tipo: “è in riunione”).
    Purtroppo si prende il cazziatone da Cossiga “almeno l’onorevole Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra, che è un magistrato, dovrebbe sapere che il ministro non si può impicciare di questa materia…” e non è mai una bella cosa.
    Manovriero

    Bersani 6
    Anche lui ottiene un appuntamento con Tremonti (insomma, “ve stamo a marcà stretti”) e nel frattempo parte per un giro d’Italia nei luoghi della crisi. Contemporaneamente chiede incentivi per le auto. Teme di rimanere a piedi?
    Timoroso

    Franco 7
    Da Ministra Ombra della Pari opportunità, dice idealmente alla Carfagna “a regazzì, spostati” e scrive a Renato Brunetta una lettera aperta, affrontando lo spinoso tema delle pensioni per le donne.
    Proponendo, udite udite, addirittura un baratto: noi appoggiamo la tua riforma, tu appoggi la nostra proposta di legge.
    Barattomaba

    Lanzillotta 5
    Non fa niente di male, per carità. Ma ogni volta che sento qualcuno contrastare Brunetta, mi torna in mente che dovrebbe farlo Lei.
    A zona

    Garavaglia 5
    Uguale: la Picierno è intervenuta sulla scuola e sulla marcia indietro dalla Gelmini. Mi sono girato alla ricerca di Maria Pia, ma non l’ho vista.
    Aridaje

    BONUS TRACK: Laura Maragnani 6-

    Non è un ministro ombra, ma volevamo fare un salutino affettuoso alla giornalista di Panorama che venerdì scorso ha citato le pagelle ombra, attribuendole a Diego Bianchi, e sottolineando come siano impietose.

    Alla nostra cara amica il consiglio di buttare l’occhio sui vari autori dei post, e un regalino: se vuole dare un’occhiata alle nostre pagelle sul Governo in carica, faccia un fischio che gliele mandiamo volentieri.

    La vela è uno sport di merda, e sono sempre pari

    Diego, cosa ne pensi delle parole di Giorgio Tonini sulla fine del partito dei sindaci? - Circolo Pd Quoque Tu

    Che sia il sottopanza del fu grande sindaco della capitale (incarico abbandonato solo per presunta causa maggiore) a dire una cosa del genere, lascia intuire preoccupanti frizioni nel fronte veltroniano proprio nel momento più delicato. Ora Latorre deve dire qualcosa contro D’Alema, tipo che la vela è uno sport di merda, qualcosa del genere, altrimenti lo scontro parte impari.

    Da il riformista di venerdì scorso

    Tolleranza Zoro 17a puntata. Reazioni a catena.

    Questioni morali a catena, migliori ed uguali, esondazioni e sindaci, e Berlinguer, soprattutto Enrico. [...] Alla luce dell’irruzione del duo Mbanga Bauna - Alemanno brandenti edizione straordinaria del TGR Lazio (al grido di “va tutto bene, il Tevere è domo”), il video qui presente compensa l’emozione interrotta (qualunque essa fosse) dei corregionali alla visione in quel momento. Già che ci sono, aggiungo anche un minuto.

    E’ online la diciassettesima puntata di Tolleranza Zoro, andata in onda venerdì scorso a Parla con me su RaiTre. Anche sul blog di Diego.

    Le quattro I del governo Berlusconi


    Castelli crede che in buon dry-leasing ci vadano otto parti di gin e due di Martini e che il parco aerei di Alitalia sia competenza della Forestale. Eppure mercoledi sera parlava solo lui, nemmeno fosse la reincarnazione di Francesco Baracca. Quando Massimo Notaro, presidente dell’Unione Piloti, ha provato a replicargli, Castelli lo ha interrotto ripetutamente, lesto a eludere le sue domande precise e incalzanti. Fuori campo, si sentiva Notaro ripetere: “E’ impreparato…non posso parlare con lui…non sa le cose”.

    Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati, di Lorenzo Cairoli

    Differenze climatiche


    Mentre sembrerebbe che a botta di veti, metafore e compromessi il vertice UE sia arrivato a un accordo sul pacchetto clima da raggiungere entro il 2020, Obama preannuncia che a prendere le redini dello strategico ministero dell’Energia negli Stati Uniti sarà il guru delle energie rinnovabili nonchè premio Nobel per la fisica Steven Chu.

    Piove, internet ladro

    Apprendiamo da un comunicato stampa che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in seguito al disservizio che oggi ha interessato il sito istituzionale del Comune di Roma – dove, fino alle ore 17, appariva sul banner dedicato alle previsioni del tempo il simbolo di un sole splendente con la specifica “sereno” – intende revocare immediatamente l’affidamento ad Eustema, società ereditata dalla precedente amministrazione e responsabile della gestione del sito internet del Campidoglio, indicendo una nuova gara d’appalto.

    Aggiunge l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, Umberto Croppi:

    Abbiamo verificato che la società che gestisce le informazioni meteorologiche utilizzando come fonte il Televideo è l’unica ad avere accesso ai codici necessari all modifica delle pagine. La comparsa del simbolo del sole può essere anche dovuta a un intervento manuale – prosegue Croppi – ma solo su opera di chi ha accesso a questi codici di pagina. Per questo chiederemo l’intervento della Polizia Postale per verificare se e quando sia stata compiuta la manomissione e accertare se si è trattato di un gap tecnico o di un intervento volontario. È comunque grave che chi ha la responsabilità della gestione di questa sezione del sito non abbia, durante due ore, autonomamente effettuato controlli aspettando che fossero i nostri uffici a chiedere il ripristino della corretta informazione.

    La politica nnammurata (di Facebook). Casoli c’è, vai anche tu

    Non so quanto dura. Ma vorrei provare a fare racconto piccolo e saltuario da qui dell’innamoramento della politica italiana per Facebook – con tutto il contorno di ingenuità, discussioni surreali, scazzi e imbecillità e sprazzi di fanga che sto vedendo in questi ultimi tempi. La prima (e anche la minima seconda) era dedicata ad una Firenze ancora primaria; questa invece la dedico ad un ardito mix promozionale di Francesco Casoli, senatore forzaitaliota e marchigiano, presidente di una azienda di cappe aspiranti e possessore di un sito dotato perfino di sblog. Casoli, che usa Facebook con piglio zen e interattivo (vedi status del 29 novembre: “Francesco la vita e’ corta ma larga. Pensate laterale, fatela diventare più grande!” Commento 1: “Bella storia senatore…non c’avevo pensato!”, Commento n° 2: “Bellissimo pensiero Senatore, fà riflettere…”), decide di fare pubblicità cartacea al suo profilo su Facebook, e acquista un taglio basso sul Resto del Carlino di oggi – grazie a Fabio Giglietto per la scannerizzazione. Notevole il commento di “Alessandro” sull’auto-fake di carta: visto che Facebook è roba giovane, con tanto di “x”.

    La pubblicità (cartacea) del profilo di Paolo Casoli su Facebook. Da il Resto del Carlino di mercoledì 10 febbraio 2008, pag XXXV

    Ah, per quello abbiamo perso?

    E abbiamo perso perché non è dato un partito, una forza, una coalizione, tenuta insieme solo dalla forza del suo programma. O dalla serietà del suo amministrare. Serve quello. Ma serve un principio di appartenenza, una comune lettura del tempo, un’idea di dove vuoi condurre tradizioni e valori, senza di cui manca il perno intorno al quale tutto il resto ruota.

    Un Gianni Cuperlo in forma sulla questione morale. La Fondazione si è scannata nel backstage per la scelta del quote, quale fosse o sembrasse più o meno veltroniano, pessimistico, cosmico, idealistico o pragmatico come piace alla gente che piace – ma alla fine, si aprono le tende del post, e, beh, il post è piaciuto, altrochè.

    Neuropa

    di Marco Tonus da «M» n. 59 dell’8 dicembre 2008.

    Non si arriva alla quarta Settimana Ombra

    Il gioco ormai lo conoscete. Ci sono tanti temi caldi, e ci sono 36 componenti del Governo Ombra del Pd. Ci sono buoni motivi per aspettarsi che si facciano vedere, e sentire, per forgiare la grande opposizione e il futuro governo che verrà. Noi stiamo qui a guardarli, settimana dopo settimana.

    Veltroni 4
    Che brutta settimana per The Politician Formerly Know As Grande Sindaco Daa Grande Capitale. La battaglia di Sky si risolve in un nulla di fatto. Situazioni forse più pregnanti non vengono cavalcate. D’Alema è in grande spolvero e domina la scena come nemmeno Gigi Proietti.
    Nel frattempo la questione morale lo travolge, stimolando continui paragoni con Berlinguer, che non farebbero bene a nessuno.
    Lui in risposta vanta i grandi successi della Summer School e di Youdem, ma è costretto a ricorrere alla mossa della disperazione: rilasciare interviste in cui dice “Se qualcuno non mi vuole, si faccia avanti.” Ovviamente non si fa avanti nessuno, e riceve un centinaio di pacche sulle spalle.
    Di queste, circa 33 davano l’impressione di cercare il punto buono in cui colpire.
    Accerchiato

    Chiamparino 7
    L’idea del partito del nord sarà buona, sarà ‘na cazzata, sarà quel che sarà. Intanto lui si fa vedere, prende le palla e punta la porta. Ad un elettorato che ormai ha rinunciato a chiedere che si dica qualcosa di sinistra, uno che risponde al Morettiano grido “dì qualcosa! Qualsiasi cosa”, fa sempre impressione.
    Sindaco grosso, partito fino.

    Letta e Bersani 5
    Piacciono, piacciono, ma l’impressione è che in questo momento dovrebbero dire e fare qualcosa di più. Forse stanno cercando di interpretare la rivisitazione di un altro tormentone morettiano, ovvero “Mi si nota di più se vengo, se non vengo, o se vengo e me ne sto in disparte finché qualcuno dice: ehi! Qui serve un nuovo segretario, uno che non sia troppo compromesso con la situazione attuale!”
    Vaghi

    Garavaglia 4
    Insegnanti e alunni vanno in piazza per giorni, e il Governo non recede di un centimetro. La Chiesa solleva un sopracciglio, e Tremonti ritrova in mezza giornata i soldi che si volevano levare alla scuola pubblica. Il ministro ombra dell’istruzione si sarebbe dovuto incatenare di fronte al Vaticano. Ma le catene aziendali erano già impegnate. Speriamo che sia stato solo per quello.
    (Maria)Pia

    Melandri 3
    Ma i Ministri Ombra non servirebbero proprio ad avere uno che sa tutto tutto di un tema specifico? E perché il Ministro Ombra per la Comunicazione non ha avvisato il Pd della possibile contromossa di Tremonti che ha sventolato fogli firmati da Prodi sull’aumento dell’Iva a Sky?
    Impreparata

    Tenaglia 6
    Segnaliamo un certo suo attivismo sulle questioni relative a Csm, riforma della giustizia e simili. Forse il ministro ombra della Giustizia avrebbe potuto dire qualcosa sulla Questione Morale, ma non pretendiamo troppo.
    Rasente muro

    Ventura 9
    Un bel voto meritato. Ad uno sguardo distratto il Ministro Ombra per l’attuazione del programma appare immobile. Ma il Governo Berlusconi il suo programma lo sta attuando anche troppo bene, quindi è evidente che è uno che sa lavorare.
    Diabolico

    Il Pd ce l’ha barzotto

    Caro Zoro, ha detto il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che lui vuole radicarsi dov’è radicata la Lega, ma senza il populismo della Lega. Sai come si fa? Circolo Pd Padania Etno Chic

    Accreditarsi come moderatamente leghisti, moderatamente padani, potenzialmente razzisti, fino a diventare noi, in omaggio a Massimo D’Alema, costole della Lega, non sarà facile. Manifesti con su scritto «Roma Cleptomane» o il «Pd ce l’ha barzotto» potrebbero inaugurare la comunicazione del nuovo soggetto politico.