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5 gennaio 2009
I CUCIBOCCA
Con la Notte dei Cucibocca termina la VIII edizione del Parcomurgiafestival.
Stasera, 5 Gennaio, vigilia dell'Epifania.
Ore 19,00, Abbazia di S. Michele Arcangelo: rito di vestizione dei Cucibocca. I portici ed i chiostri dell'abbazia, illuminati da torce e lampade ad olio.
Ore 20,30. Uscita dei Cucibocca dall'Abbazia di S. Michele. Si avviano per i vicoli del centro storico e Corso Repubblica, alla ricerca dei bambini a cui " cucire la bocca ", per giungere a Piazza Roma intorno alle ore 21,30.
Ore 21,30 - 23.00 Animazione per i bambini intorno a Piazza Roma e su Corso Repubblica. A Piazza Mianulli, gastronomia locale: " I nove bocconi del Cucibocca ": raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana.
Ore 23,00. I Cucibocca ritornano verso l'Abbazia accompagnati dai bambini e dalle famiglie, attraverso i vicoli del centro storico.
Le grandi comunità contadine che per secoli hanno sofferto il peso del latifondo, hanno maturato nel profondo della propria identità riti e tradizioni mutuate dai tempi più lontani. Tra i riti gelosamente conservati a Montescaglioso, una festa, unica in tutto il Meridione, dedicata ai bambini nella sera che precede l'Epifania. Le origini e le motivazioni si perdono nella notte dei tempi. Misteriose figure vestite di scuro, mantello o vecchi cappotti, in testa un cappellaccio o un disco di canapa da frantoio, il viso incorniciato da folte barbe bianche.
Al piede una catena spezzata che striscia sul selciato con un sordo rumore. Bussano alle porte e chiedono offerte in natura. In mano un canestro con una lucerna ed un lungo ago con cui minacciano di cucire la bocca ai bambini. Scompaiono nel buio con l'avanzare della notte.
I bambini, attratti ma spaventati si rifugiano tra le braccia dei genitori e rientrano in casa per andare presto a letto permettendo alla Befana di riempire le calze con giocattoli, dolciumi e regali. Una lettura diversa dell’evento, vuole che il cucire la bocca segni la fine delle libagioni natalizie. Per altri è il retaggio di una società arcaica: spesso in tale occasione si regolavano più o meno violentemente liti e diatribe tra pastori, salariati e massari. L'origine di questa maschera non è nota e sicuramente è legata al Carnevale, ma si è nel tempo ritagliata uno spazio autonomo, integrandosi con i festeggiamenti natalizi. Elementi a cui collegare la misteriosa figura sono pochi e restano in ogni caso incerti.
Nel calendario ortodosso-bizantino il 5 cinque Gennaio si festeggia S. Simeone lo Stilita un cui attributo è proprio una catena spezzata. Ma un altro riferimento potrebbe essere la misteriosa figura di Arpocrate, divinità egizia dedicata al silenzio, affrescata nella biblioteca dell'abbazia ove è raffigurato con l'indice rivolto verso le labbra a chiedere silenzio ed una grande barba giallastra che ricorda la canapa con cui i Cucibocca nascondono il viso.
Il " Cucibocca ", appare oggi anche come un'allegra risposta locale al Babbo Natale globale. Diversamente da Babbo Natale, il " Cucibocca " non porta doni, anzi li richiede; non ha una barba profumata, pettinata ed ovattata ma una barbaccia di canapa puzzolente; non ha abiti scintillanti ma un pastrano nero ed al posto dell'elegante cappuccio rosso, un'orrendo disco di canapa da frantoio; infine lo scampanellio della slitta lascia il posto allo stridere sordo delle catene ai piedi.
Dal 1999, in collaborazione con associazioni locali, il CEA è riuscito a riproporre alla comunità locale, l’antica festa, coinvolgendo nell’organizzazione genitori e giovani. L’identità del paese, ritrova così, un elemento quanto mai originale e fortemente caratterizzante.
La manifestazione inizia nella sera inoltrata. I Cucibocca, attesi da nugoli di bambini, compaiono per le strade del centro storico di Montescaglioso, animato dai ritmi musicali della tradizione contadina. Si ripete il rito dei nove bocconi del Cucibocca, mentre zampogne e ceramelle, creano l’atmosfera giusta.
Il programma dell'evento anche quest'anno prevede l'avvio della manifestazione dall'abbazia di S. Michele. Il grande monastero a partire dalle ore 19,00 sarà illuminato solo da poche lampade ad olio consentendo ai Cucibocca di completare tra vino e lazzi che precedono il successivo silenzio, i complicati riti di vestizione al quale non possono partecipare che i figuranti e da cui sono esclusi categoricamente i bambini. Infatti nessuno deve poter conoscere chi si nasconde dietro la maschera dei Cucibocca le cui sembianze potrebbero anche celare qualche papà dei tanti bambini che aspettano incerti tra divertimento e paura il comparire delle misteriose figure.
| inviato da robertocifarelli il 5/1/2009 alle 0:50 | |
gwcached,78
4 gennaio 2009
MICHELE TOTARO
MONTE SANT'ANGELO, GARGANO.
Ieri è scomparso Michele Totaro, in arte "Cequétte", un uomo che ha dedicato parte della sua vita alla musica ed alla cultura popolare di Monte Sant'Angelo, del Gargano e di tutto il nostro Paese.
Con lui scompare un altro grande custode della nostra identità culturale, un uomo che ha contribuito, insieme a molti altri, a trasmettere valori e saperi costruiti da milioni di uomini e donne nel corso di migliaia di anni.
(ICHNet)
| inviato da robertocifarelli il 4/1/2009 alle 13:20 | |
gwcached,78
3 gennaio 2009
PIAZZA DELLA VISITAZIONE
Seguendo le trasmissioni di TRM ed ascoltando un'intervista telefonica all'assessora all'urbanistica del comune di Matera -Antonella Guida-, ho appreso che a metà ottobre scorso i cinque studi internazionali di progettazione (pomposamente chiamati archistar) interessati alla riqualificazione di Piazza della Visitazione avrebbero consegnato gli elaborati come da accordi presi con l'amministrazione.
Il prossimo 9 gennaio si insedierà la commissione giudicatrice del concorso; il 23 le proposte saranno presentate dagli stessi professionisti progettisti nel corso di una iniziativa pubblica e, infine, il giorno successivo sarà comunicato l'esito del concorso medesimo.
Piazza della Visitazione/Piazza Matteotti rappresenta uno snodo, una cerniera importantissima per il collegamenti ideale e materiale tra la città storica e quella moderna.
Mi domando se anzichè affidare l'esito del concorso ad una commissione "tecnica", qual'è quella nominata dall'amministrazione, non vi sia lo spazio ed il tempo per proporre un intervento di riqualificazione e rilancio della piazza attraverso una procedura di "urbanistica partecipata", vale a dire accogliendo le istanze che potrebbero pervenire dalla società materana.
Senza nulla togliere alla qualità dei cosiddetti "archistar", e tantomeno alla competenza della commissione giudicatrice, si potrebbe utilizzare tali progetti quale base per ua discussione e per eventuali miglioramenti progettuali in corso d'opera, secondo desiderata dei materani.
Si può fare?
Con un po' di buona volontà, decisamente si!
| inviato da robertocifarelli il 3/1/2009 alle 3:28 | |
gwcached,78
2 gennaio 2009
MATERIALI POST CONSUMO/2
Invertire l’attuale progressiva crescita della produzione pro capite di rifiuti riducendola rapidamente del 20%.
Questo obiettivo e’ raggiungibile con misure locali e nazionali. Le scelte che possono fare Comuni, Province e Regioni sono:
1) introduzione della Tariffa puntuale calcolata in base all’effettiva produzione di scarti indifferenziati grazie a sistemi di raccolta “porta a porta”. Numerose esperienze nazionali hanno dimostrato riduzione di produzione del 10-15% in base a nuove scelte di acquisto e consumo da parte di famiglie e aziende, finalizzate s ridurre la produzione di imballaggi
2) incentivazioni (sconti in base a autocertificazioni) al compostaggio domestico anche in ambito urbano, pratica che riduce anche del 30% la produzione familiare di MPC. Questa misura dovrebbe coinvolgere le famiglie dedite al giardinaggio, stimata al 15% del totale di nuclei familiari
3) incentivazioni ai mercati dell’usato (ad es. esonerando tali esercizi dalla TIA)
4) incentivazioni alla creazione di Banche Alimentari per il recupero di alimenti prodotti da ristorazione e grande distribuzione
5) favorire la vendita di prodotti sfusi nella piccola e grande distribuzione
6) promuovere l’uso dell’acqua da rubinetto, a partire dalle mense scolastiche 7) promuovere l’abolizione dell’usa e getta in alberghi, ristorazione, sagre, feste ecc
Il governo nazionale dovrebbe rapidamente adottare tre scelte fondamentali per promuovere la riduzione dei rifiuti:
- divieto di fornire gratuitamente i sacchetti per la spesa
- reintroduzione del vuoto a rendere su tutti i contenitori di bevande di largo consumo
- modificare il regolamento del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), cancellando la norma che equipara l’incenerimento delle plastiche ad una pratica di riciclo.
Con queste scelte anche il nostro Paese si affiancherebbe al resto d’Europa dove ad esempio da tempo e’ legge il “vuoto a rendere” anche per i contenitori in plastica, mentre altri paesi, come Cina e Irlanda, hanno vietato o limitato fortemente l’uso di sacchetti di plastica.
| inviato da robertocifarelli il 2/1/2009 alle 3:22 | |
gwcached,78
1 gennaio 2009
LE DIECI ECONOTIZIE 2008
Più alberi, meno incendi. Un cargo che naviga grazie al vento e un ragazzino che inventa una tecnologia per il fotovoltaico. In attesa di quelle del 2009, ecco le 10 buone novelle del 2008 secondo “La Nuova Ecologia”
1/ E L’AMERICA DISSE OBAGREEN La notizia più bella del 2008 arriva alle cinque (ora italiana) dello scorso 5 novembre: Barack Obama, 47 anni, senatore democratico dell’Illinois, figlio di un padre nero del Kenya e di una madre bianca del Kansas, vince le elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Il verdetto, poche ore dopo, sarà senza appello: Obama conquista 349 voti elettorali contro i 163 di John McCain. Un evento epocale anche sul piano ambientale, visto che il nuovo presidente ha un programma energetico di tutto rispetto: uscire dal petrolio in dieci anni, raggiungere il 10% di energia da fonti rinnovabili per il 2012, ridurre entro il 2020 del 15% i consumi di elettricità. Con lui, insomma, gli Usa si candidano a diventare una superpotenza del clima, affiancando l’Ue nella costruzione di un’economia a basse emissioni. Le parole che pronuncia a Chicago, nella notte che lo incorona vincitore, resteranno nella storia: «Dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace». E alludono all’idea che dalla sfida per il clima possa nascere un new deal ecologista: «Ci sono nuove energie da imbrigliare, nuovi posti di lavoro da creare, nuove scuole da costruire, minacce da fronteggiare, alleanze da ricostruire». L’obiettivo finale è importante: creare cinque milioni di posti di lavoro intorno all’energia pulita, tagliando le emissioni di CO2 dell’80% entro il 2050.
2/IL VENTO BATTE L’ATOMO I dati sull’energia resi noti nel maggio di quest’anno danno notizia di un sorpasso annunciato: nel 2007, a livello globale, l’eolico ha superato il nucleare dal punto di vista dei nuovi impianti, sia come potenza installata che come energia effettivamente prodotta. L’anno scorso sono stati installati nuovi impianti eolici per 20mila MW di potenza contro i 19mila delle nuove installazioni nucleari. «La novità – spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto club – è che anche considerando l’intermittenza delle pale eoliche, nel 2007 il vento ha prodotto più elettricità del nucleare». Un trend consolidato da tempo e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimi anni. Si prevede infatti che nel 2008-2012 la nuova elettricità prodotta dal vento sarà pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Negli Stati Uniti il dipartimento federale dell’Energia prevede che entro il 2030 l’eolico fornirà una quota pari al 20% dell’elettricità totale, offrendo lavoro a mezzo milione di persone. Del resto l’eolico è già oggi significativo per molti paesi europei come Danimarca (21%), Spagna (12%), Portogallo (9%), Germania (7%). Secondo Greenpeace nel 2020 l’eolico fornirà il 12% dell’energia elettrica mondiale, permettendo di risparmiare in dodici anni circa 10 miliardi di tonnellate di CO2, pari al doppio di quanto emesso dalla Cina nel 2005. Gli occupati dovrebbero passare da 350mila persone a oltre due milioni.
3/L’ITALIA SCEGLIE LA BICI Cresce speditamente l’uso della bicicletta nel nostro paese. Secondo i dati registrati da Isfort, il pedale rappresenta un mezzo di trasporto abituale per oltre il 13% degli italiani fra i 14 e gli 80 anni. Un altro 23,5% della popolazione l’adopera invece in modo occasionale. E si tratta di percentuali in fortissima crescita. La quota di chi fa un uso frequente dei pedali risulta praticamente raddoppiata dal 2002 al 2007, quasi quadruplicata se consideriamo il periodo 2004-2007. Una quota significativa di spostamenti in bici è per “ragioni di lavoro e studio” (oltre il 27%) e per la “gestione delle faccende familiari” (33%), non parliamo quindi di un mezzo per il tempo libero ma di un veicolo per la mobilità ordinaria. Le ragioni che portano a scegliere la bicicletta vanno ricercate principalmente nell’opportunità di “evitare il traffico e le code” e nell’opzione salutista di chi la usa perché “fa bene alla salute”. Ora per sviluppare ulteriormente l’uso della bicicletta si dovrebbe puntare in primo luogo alla realizzazione di nuove piste ciclabili, estese e sicure. Nelle grandi città la ricerca costante di nuove forme di mobilità collettiva, economicamente e ambientalmente sostenibili, sta portando a considerare la bici come mezzo di trasporto destinato sempre più a soddisfare i bisogni di spostamento quotidiano. A Napoli è stato appena costituito ufficialmente il Club delle città per il bike sharing. Soci fondatori sono i Comuni di Firenze, Bari, Verona, Modena, Prato, Parma, Pescara e Terni.>
4/FUOCHI BATTUTI Vi sarete accorti che non si è molto parlato di incendi boschivi durante l’ultima estate. Forse perché non c’erano tante cattive notizie da trasmettere. Secondo i dati forniti dal Corpo forestale dello Stato, dall’1 gennaio al 15 settembre il numero degli incendi boschivi in Italia ha registrato un’enorme diminuzione rispetto a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Dai 9.216 incendi del 2007 siamo passati a 4.897: una riduzione che sfiora il 50%.
È inoltre in netto calo anche la superficie totale percorsa dalle fiamme, che passa da 210.870 ettari del 2007 agli attuali 37.539, addirittura l’80% in meno. Diminuisce di conseguenza in modo incredibile la superficie boscata andata in fumo rispetto a quella rilevata nello stesso periodo dell’anno precedente (15.270 ettari contro 109.275), idem per quella non boscata (22.269 contro 101.595). I fattori di questo successo sono molteplici – sottolineano dal Corpo forestale – dal maggior utilizzo da parte dei Comuni italiani del catasto delle aree bruciate al crescente coordinamento tra le forze di polizia e i diversi enti impegnati nelle operazioni di spegnimento dei roghi, fino a un’intensa attività investigativa che ha portato alla denuncia di 335 persone per il reato di incendio boschivo».
5/SHOPPER AL BANDO Pratiche, leggere, comode: le buste di plastica per la spesa hanno un aspetto assolutamente innocente. In realtà a livello ecologico sono dannosissime perché possono resistere per 400 anni nel deserto, in fondo al mare, sulle rive dei fiumi o sulle cime del Tibet. Un pericolo serio dunque, per qualsiasi ecosistema. E qualcuno pare essersene accorto. A soli due giorni di distanza, infatti, il governo cinese e quello australiano hanno preso la stessa decisione: mettere al bando le buste di plastica gratis nei supermercati. Il ministro per l’Ambiente australiano, Peter Garrett, ha parlato di una misura decisiva per far fronte alla situazione critica causata dalle buste alla natura del continente oceanico. «Abbiamo già quattro miliardi di buste in giro per il nostro paese – ha detto – Le vediamo comparire nei nostri prati o sulle spiagge mentre siamo in vacanza e danneggiano la fauna». Nell’aprile 2003 Coles Bay è stata la prima città australiana a mettere al bando le buste di plastica, seguita da altre decine di centri piccoli e medi. Ora il bando si allargherà a tutto il paese. Il ministro australiano non ha però chiarito un punto fondamentale, se cioè intende abolirne del tutto l’utilizzo o più semplicemente obbligare i gestori dei negozi a metterle a pagamento. Se così fosse, la misura non sarebbe così drastica come in Cina, dove il ministero per l’Ambiente ha vietato di portare i sacchetti di plastica perfino sui mezzi pubblici, così come su aerei, treni e autobus di collegamento regionale.
6/QUI DORMONO I SEMI DEL MONDO Questa è una delle imprese più innovative e straordinarie al servizio dell’umanità» così il segretario generale della Fao, Jacques Diouf, ha definito la Banca mondiale delle sementi creata nelle isole Svalbard, in Norvegia. La costruzione di questo deposito mondiale di semi (la Global seed vault) è stata finanziata dal governo norvegese per ospitare duplicati di varietà uniche delle colture mondiali più importanti. Si trova all’interno di una montagna ghiacciata nei pressi del villaggio di Longyearbyen, nelle isole Svalbard, un arcipelago situato circa mille chilometri a nord dalle coste norvegesi. Il permafrost e la roccia faranno sì che anche senza elettricità il materiale genetico conservato nel caveau resti congelato e protetto. Secondo il Fondo mondiale per la diversità delle coltivazioni, la banca è una componente essenziale di un sistema globale razionale e sicuro per conservare la diversità di tutte le coltivazioni. Il Fondo assiste i paesi in via di sviluppo affinché possano preparare, imballare e trasportare le loro sementi al caveau artico. La banca genetica di Svalbard riceverà, nell’ambito del Trattato sulla biodiversità, circa 200mila sementi. La sua capacità complessiva è però di 4,5 milioni di campioni, equivalenti a due miliardi di semi.
7/AMAZZONIA VERSO LA DEFORESTAZIONE ZERO «Nasceranno tre nuove aree protette in Amazzonia». Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente brasiliano, Carlos Minc, lo scorso 29 maggio durante la IX Conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (Cbd), tenutasi a Bonn. Il ministro, incontrando i donatori dell’Arpa (Programma aree protette amazzoniche, istituito nel 2002 per stabilire un regime di protezione ambientale per 50 milioni di ettari di foresta), ha inoltre ufficializzato l’impegno alla “deforestazione zero” entro il 2020. «Stiamo lanciando la seconda fase del Programma – ha dichiarato Carlos Minc, che è anche uno dei fondatori del Partito verde brasiliano – Alzando l’obiettivo totale per le zone protette e sostenute dall’Arpa da 50 a 60 milioni di ettari». Il ministro ha inoltre aggiunto che il governo sta adottando le «misure giuste» contro la deforestazione, fra cui il sequestro del bestiame che pascola in terreni non autorizzati. Lula stesso, inoltre, ha avviato un progetto ad hoc per salvaguardare il polmone verde del mondo, il Progetto Amazzonia sostenibile, che si pone l’ambizioso traguardo di «riconciliare gli impegni produttivi, ambientali e sociali dell’Amazzonia». Fra venti anni, se non verrà ridotto il suo sfruttamento, la foresta amazzonica sarà ridotta del 40%. Lo stesso “new deal” voluto da Lula per far crescere il paese potrebbe rivelarsi un boomerang sul fronte ambientale: l’annuncio di nuove strade e grandi opere ha scatenato gli appetiti di quanti reclamano nuovi terreni. Ma le dichiarazioni di intenti del governo fanno ben sperare in un’inversione di rotta.
8/BROCCHE ALLA RISCOSSA L’Italia vanta un pessimo primato: siamo i leader in Europa per il consumo di acqua in bottiglia, che per il 65% è commercializzata in bottiglie di plastica e per l’82% arriva sulle nostre tavole dopo aver attraversato lo Stivale lungo la rete autostradale, causando inutile traffico, inquinamento e incidenti. E dire che l’acqua del rubinetto è migliore, più controllata e costa enormemente meno rispetto a quella imbottigliata. Per giunta, arriva comodamente nelle nostre case, dal rubinetto, senza bisogno di “cammellarsi” pesanti confezioni, come capita spesso di vedere per strada o nei supermercati. Se l’acqua minerale non fosse sostenuta da una pubblicità martellante – nel solo 2005 sono stati investiti in spot commerciali 379 milioni di euro – pochi penserebbero anche solo lontanamente di comprarla. Ma quest’anno finalmente, dopo anni di continua crescita, si riscontra una decisa inversione di tendenza, frutto anche delle campagne Imbrocchiamola e Mettiamola fuori legge. Aumentano, infatti, le famiglie che si “convertono” all’acqua pubblica. Una ricerca di mercato rivela che su 2.100 intervistati il 39,9% beve sempre o quasi l’acqua del sindaco, una crescita di quasi 10 punti percentuali in due anni (nel 2006 erano il 31,2%). Di questi, il 43,7% sceglie l’acqua potabile perché è più controllata di quella in bottiglia, mentre il 46,7% perché è molto più economica. Come non dar loro ragione?
9/HO 12 ANNI, CAMBIERO’ IL MONDO Il suo nome è William Yuan, ha solo 12 anni e vive in Oregon, negli Stati Uniti. È l’inventore delle super celle solari 3D, che gli sono valse una borsa di studio di 25.000 dollari istituita dal Davidson Fellow award. Nonostante la sua giovane età, William Yuan ha già studiato la fusione nucleare e le nanotecnologie. E ora si è messo in testa di risolvere la crisi energetica. I suoi modelli di celle sono nati dai lego, a cui ha aggiunto l’ispirazione dell’energia nata dal sole. Nel suo progetto, al quale ha lavorato negli ultimi due anni, incoraggiato dal suo insegnante di Scienze Susan Duncan e dal sostegno dei suoi genitori, vengono utilizzati nanotubi al carbonio per superare i limiti posti dal movimento degli elettroni e imbrigliare così sia i raggi Uv che quelli visibili della luce solare per produrre energia. Queste celle tridimensionali sono poi strutturate fisicamente all’interno di una torre, che in base alle simulazioni riuscirebbe a produrre 500 volte più energia di quello che fanno le attuali celle solari e 9 volte in più di quella prodotta delle celle solari tridimensionali, attualmente usate in pochissime e costosissime applicazioni. Intanto in Oregon con le celle 3D di William hanno già realizzato un prototipo di auto a energia solare e alcuni pannelli per alimentare le luci sulle autostrade.
10/VENTO IN POPPA E LA NAVE VA Venerdì 13 marzo ha terminato con successo la sua doppia traversata transatlantica la Beluga SkySails, la nave da carico tedesca dotata di un aquilone di 160 metri quadrati che le ha consentito di risparmiare il 20% del carburante, che tradotto in denaro fa circa 1.000 euro al giorno. Varata in Germania, l’imbarcazione è partita a fine gennaio per il Venezuela per poi spostatarsi negli Stati Uniti. Ora è arrivata in Norvegia con un carico merci di 8.000 tonnellate, dopo aver attraversato indenne anche parecchie zone di tempo avverso, con venti a oltre 110 km/h. L’obiettivo è raggiungere un risparmio del 50% con l’utilizzo di una vela di 320 metri quadri. Un’esperienza importante perchè potrebbe essere replicabile, con un effetto importantissimo se consideriamo che il 90% delle merci trasportate nel mondo viaggia per mare e che i trasporti marittimi sono considerati responsabili del 5% di emissioni di CO2 in atmosfera (quanto i trasporti aerei, per capirci). Non significherebbe inoltre solo risparmiare energia e ridurre le emissioni in atmosfera ma anche svincolare, almeno in parte, il prezzo delle merci, generi alimentari compresi, dall’andamento del costo del greggio. Liberando così milioni di persone nei paesi in via di sviluppo dall’incubo della fame per le improvvise impennate dei prezzi dei generi alimenti.
| inviato da robertocifarelli il 1/1/2009 alle 0:1 | |
gwcached,78
31 dicembre 2008
MATERIALI POST CONSUMO
Del 17 giugno 2008 e’ la Direttiva del Parlamento Europeo sulle priorita’ da adottare nella gestione dei materiali post consumo (MPC), ovvero i rifiuti.
Il riutilizzo ed il riciclo devono essere preferiti alla valorizzazione energetica perche’ migliori dal punto di vista della tutela dell’ambiente e della salute.Le priorita’ vedono al primo posto la prevenzione, al secondo la progettazione per il riutilizzo, al terzo il riciclo, infine il recupero in forme diverse dal riciclo. L’incenerimento puo’ essere considerato una forma di recupero solo per impianti ad alta efficienza energetica. Non si deve promuovere l’incenerimento di materiali riciclabili.
In sintesi occorrerebbe: 1) ridurre almeno del 20% la produzione di MPC 2) adottare sistemi di raccolta differenziata “porta a porta” su tutta la citta’ 3) calcolare la Tariffa di Igiene Urbana (TIA) in base alla quantita’ di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto dalle famiglie 4) dare priorita’ al riciclo di materia, raggiungendo l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata entro il 2011 5) usare la frazione umida per il compostaggio e la fermentazione anaerobica con produzione di biogas 6) insediare un centro (regionale) di separazione e valorizzazione della frazione secca per il suo riciclo e riuso 7) effettuare trattamento meccanico biologico a freddo dei rifiuti indifferenziati con ulteriore recupero di materiale per il riciclo 8) stoccaggio della frazione inerte residuale e degli scarti inerti (polimeri di sintesi e naturali) non riutilizzabili, in attesa delle tecniche di trasformazione in combustibili liquidi (bioetanolo, biodiesel).
/ SEGUE
| inviato da robertocifarelli il 31/12/2008 alle 1:7 | |
gwcached,78
30 dicembre 2008
MATERA -20
Sembrerebbe che ad Aosta si viva meglio che altrove in Italia e che a Caltanissetta sarebbe meglio non andarci neanche in vacanza.
E' quanto emerge dalla classifica sulla vivibilità nelle 103 province italiane.
Sono sempre molto discutibili i parametri utilizzati, in questo caso dal Sole 24 ore, per stilare queste graduatorie. Mi fanno riflettere soprattutto quegli sbalzi enormi in classifica che da un anno all'altro vedono città prima sugli altari e poi nella polvere.
Potrebbe essere il caso di Matera che perderebbe ben 20 posizioni rispetto allo scorso anno scendendo al 77° posto.
La posizione sarebbe determinata dalla sommatoria di vari fattori quali il tenore di vita (Milano 1a, Matera 89a), affari e lavoro (Cuneo 1a, Matera 88a), servizi e ambiente (Trieste 1a, Matera 99a), ordine pubblico (Oristano 1a, Matera 6a), popolazione (L'Aquila 1a, Matera 18a), tempo libero (Aosta 1a, Matera 79a).
Che le cose siano peggiorate me ne sono accorto anch'io, ma che gli altri abbiano migliorato considerevolmente le proprie performances mi sembra eccessivo!
| inviato da robertocifarelli il 30/12/2008 alle 3:33 | |
gwcached,78
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