Oscar Wilde
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« I can resist everything except temptation »
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« Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione. »
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(Oscar Wilde in Il ventaglio di Lady Windermere. trad.: Alberto Rossatti[1])
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Oscar Wilde nel 1889
Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese.
Indice
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[modifica] Biografia
[modifica] Origini e rapporto con i genitori
Oscar era figlio di due personaggi di notevole prestigio sociale ma dal carattere singolare. Il padre, Sir William era un celebre oftalmologo irlandese, ricordato sia per aver fondato un ospedale a Dublino (il St Mark)[2] che per l'aver pubblicato diversi trattati medici ritenuti validi per molto tempo.[3] Fra i suoi pazienti potè annoverare il re Oscar I di Svezia, a partire dal 1863, anche la regina Vittoria , di cui divenne oculista personale. Scrisse anche libri sull'archeologia e di folklore,[4] ma a causa della passione sfrenata per le donne, sciupò la sua fama per un’accusa di stupro ai danni di una ragazza diciannovenne, Mary Travers.[5] Il processo che ne seguì sembrò annunciare quello che in seguito subirà Oscar, che all’epoca aveva otto anni, e che si risolse in una condanna al risarcimento dei danni, la cui somma pattuita ammontò a 2000 sterline.[6] a quell'epoca Oscar aveva otto anni.
La madre, Jane Francesca Elgee, di origini italiane, nata il 27 dicembre 1821[7] era una poetessa d’ispirazione byroniana conosciuta come sotto il nome di “Speranza”, pseudonimo che derivava dal suo motto “Fidanza, speranza, costanza”.[8]La donna aveva un carattere ribelle che mise al servizio della causa dell’irredentismo irlandese, mentre la sua passione per il dialogo la condusse alla fondazione di un salotto letterario a Dublino ed in seguito anche di uno a Londra.[9]Anche lei come il marito dovette subire un processo, ma la sentenza fu assai mite. Era un’abile conversatrice, dotata di una voce espressiva; i suoi ricevimenti erano avvenimenti importanti nella società dublinese.
Oscar Wilde aveva poco in comune col padre, ma molto con la madre, cui somigliava sia nell’aspetto, che nella voce, nelle eccentricità e nella passione per la letteratura. Dalla madre aveva ereditato l'abitudine a nascondere la sua vera età, come durante il processo all’Old Bailey, durante il quale affermò di avere trentanove anni mentre invece ne aveva quaranta.[10] La pubblica accusa in quell'occasione si accanì su tale contraddizione esibendo come prova un certificato di nascita e sostenendo l’inattendibilità della sua deposizione.[11] In occasione dei compleanni Oscar era solito scherzare e vestirsi in gramaglie, affermando di sentirsi in lutto per la morte di un altro dei suoi anni.[12]
Sembrava avere in comune col padre anche l’abilità oratorie,[13] e l’indifferenza alle cose che lo circondavano. Nel caso del processo subito, su cui il padre scrisse in seguito un libro (il Lough Corrib),[14] Oscar commentò l'accaduto vantandosi di aver ereditato un nome importante.[15]
Charles Robert Maturin, famoso per aver scritto un romanzo dal titolo “Melmoth the Wanderer”, era prozio materno. Uscito di prigione Oscar adotterà il nome del protagonista del romanzo, Sebastian Melmoth.[16] Al momento della nascita di Wilde suo padre aveva 39 anni e sua madre 28, ma sua madre sperava di avere una figlia,[17][18] in seguito espresse più volte il desiderio di vedere suo figlio percorrere una carriera da parlamentare.[19]
[modifica] Il nome
La coppia ebbe tre figli: il maggiore, William Robert Kingsbury Wills Wilde (nato il 26 settembre 1852), il secondogenito, il cui nome completo era Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde e la minore, Isola Francesca Emily Wilde (nata il 2 aprile 1857). La madre era precisa, teneva molto ai dettagli,[20] il nome di Oscar (Costanza lo chiamava Oscár), infatti, era un mosaico di riferimenti:
- Oscar[21] e Fingal derivano da leggende irlandesi;
- Kingsbury, in omaggio alla famiglia della madre;
- O'Flahertie dalla vecchia parentela del padre, da parte di madre.
A causa del suo nome, Oscar cambiò spesso la sua firma e il modo con cui si faceva chiamare; all'università, ad esempio, scelse il nome di Wills Wilde.[22] Più volte partecipò alla discussione in cui si difese da un accusa da parte degli inglesi che affermavano che il cognome "Mac" fosse più importante di quello di "O'". In tale occasione, Oscar affermò che tra le famiglie di nobili origini avevano dimenticato di annoverare gli "O Wilde".[23]
Nel corso della vita utilizzò anche altre firme:
- O.FO.F.W.W., in occasione delle collaborazioni alla rivista Kottabos, (negli anni del College);
- C.3.3., firma inventata durante la prigionia;[24]
- Sant'Oscar di Oxford, elaborata poco prima della morte.[25]
Non gradiva se qualcuno gli faceva notare che il suo nome in realtà era solo Oscar Wilde,[26] o, peggio ancora, solo Oscar.[27] In seguito venne chiamato anche "Grey Crow" (corvo grigio).[28]
[modifica] L'infanzia
Quando nacque Oscar i genitori risiedevano in un luogo modesto, al civico 21 di Westland Row.[29] Loro intento era nascondere la loro condizione di momentanea indigenza ed in effetti poco dopo effettuarono un cambio di residenza trasferendosi nella ricca Merrion Square e desiderando che si sapesse che il loro figlio era nato in un luogo importante.[30] Oscar fu battezzato il 26 aprile 1855. La madre chiese al Sir William Hamilton, ricevendo un rifiuto, di fargli da padrino. Del suo battesimo, forse fonte di ispirazione dell'opera "The Importance of Being Earnest", e dei suoi primi anni di incontro con la fede cattolica, lo stesso Oscar ammetterà in seguito di non avere alcun ricordo.[31]
Poche sono le notizie certe dei suoi primi anni di vita: una volta giocando con suo fratello si ruppe un braccio,[32] un'altra volta fuggì di casa ed è noto anche che gli piacesse pescare.[33] Fra le amicizie di gioventù si annovera quella con Edward Carson, che Oscar conobbe d'estate sulle spiagge di Dungarvan, e che divenne in seguito famoso per essere colui a cui si attribuisce la divisione del regno dell'Irlanda[34]
Un esempio del carattere di Wilde bambino lo ritroviamo nel seguente aneddoto: insieme al fratello era stato affidato ad una bambinaia. Durante la momentanea assenza di quest'ultima, i vestiti dei bambini, che erano davanti al camino per asciugarsi, presero fuoco. Di fronte a tale episodio Wilde applaudiva felice, mentre il fratello gridava spaventato. Dopo che la donna ebbe spento le fiamme, Oscar pianse perché l'interessante spettacolo era finito.[35]
[modifica] Studi
Oscar Wilde fu educato nelle mura domestiche fino a nove anni; dal 1864 al 1871 studiò alla Portora Royal School a Enniskillen (contea di Fermanagh), seguendo le orme di suo fratello maggiore.[36] Nel 1866 vinse un premio grazie al quale non dovette poi sostenere gli esami di quell'anno. Il 23 febbraio 1867,in seguito ad un'emorragia cerebrale, sua sorella Isola morì, all'età di 8 anni.[37] In suo ricordo Oscar scrisse una poesia, "Requiescat". Si dimostrò un fratello dedito alla memoria della ragazza andando spesso a far visita alla sua tomba.[38]
Dal 1874 frequentò il Trinity College di Dublino dove, per i suoi studi sul greco,[39] vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola.Oscar si vantò a lungo dell'esame sui "Frammenti dei poeti comici greci di Meineke" che sostenne.[40]
Nel 1873 , grazie ad un esame sostenuto, conseguì una borsa di studio. Questi i suoi voti:[41]
| Esame | Voto |
|---|---|
| Tucidide Orale | 8 |
| Tacito Orale | 7 ½ |
| Composizione in prosa greca | 5 |
| Traduzione dal greco | 7[42] |
| Tragici greci | 7 |
| Commediografi latini | 7 |
| Traduzione in prosa latina | 6 |
| Demostene | 5 |
| Storia antica | 7 |
| Poesia greca | 5 |
| Composizione in versi greci | I |
| Greco orale | 6 |
| Latino orale | 5 ½ |
| Traduzione da poeti latini | 4 |
| Composizione inglese | 6[43] |
| Grammatica latina e greca | 4 |
Di quegli anni è l'aneddoto secondo cui un ragazzo lo derise mentre stava leggendo a voce alta una poesia; Oscar si arrabbiò arrivando al punto tale da sfidarlo e dimostrando di possedere anche delle doti come pugile.[44]
Wilde lesse con particolare interesse l'annuncio del 17 marzo 1874con il quale il college di Magdalen annunciava di aver bandito il concorso che assegnava due borse di studio per gli studi classici (il giornale parlava in totale di 4 Demyships e di 1 exhibition, ma le rimanenti assegnazioni riguardavano altre materie),[45] della durata di 5 anni con assegnazione di un compenso pari a 95 sterline l'anno), e sostenne l'esame con successo il 23 giugno dello stesso anno.
Stanco delle continue pressioni che gli facevano i club sportivi, si cimentò anche nel canottaggio e svogliatamente si mise ai remi per la "Eights Week", finendo in seguito con il lamentarsi di un'altra squadra, la "Varsity Eight".[46] Partecipò a qualche piccola regata e saltuariamente si dilettò come pugile, anche se affermava di preferire il domino all'atletica e alle discipline sportive che si praticavano all'aperto.[47] Per le sue affermazioni arrivava spesso al litigio con chi invece amava praticare lo sport: si racconta, infatti, che una volta lo gettarono nella polvere su una collina, e una volta rialzato commentò quanto fosse incantevole la vista da quel luogo..[48]In seguito si ruppe il braccio partecipando ad un gioco senza importanza.[49]
In quegli anni vi era un processo[49] che destava interesse nei giovani e soprattutto in Oscar. Quasi a presagire il futuro, affermava che avrebbe desiderato essere imputato in un processo.
[modifica] All'università
Continuando gli studi si ritrovò al Magdalene College di Oxford. Gli anni di studio, grazie alla guida di due maestri come il professore e scrittore John Ruskin all'epoca 55enne e titolato con "Slade professor of Fine Art" e Walter Pater 35enne, docente nel Brasenose college, i cui testi hanno influenzato la vita di Oscar,[50] anche se anni più tardi sminuì il suo valore come scrittore,[51] arrivando forse a chiedersi in seguito alla sua morte se fosse mai stato vivo.[52] In seguito ricorderà, lucidamente, l'esperienza a Oxford, insieme a quella del carcere, come le esperienze che più caratterizzarono e sconvolsero la sua esistenza, infatti gli anni trascorsi all'università di Oxford vennero in seguito paragonati dallo stesso autore ad un fiore rispetto al resto della sua vita.[53]
Per quanto riguarda gli alloggi ne ebbe diversi, il primo al Magdalen numero 1,2 Pair Right in Chaplain's[54] e poi Ground Floor Right in Cloitets alla fine ebbe dimora in Kitchen Stairs, i Pair Left. A scuola aveva una particolare predisposizione alla lettura veloce, per scommessa lesse 3 volumi e in seguito dovette anche spiegarne dettagliatamente la trama, e solitamente in pochissimo tempo capiva qualunque intreccio di qualunque romanzo.[55]
All'università riuscì, senza perdere il suo fervore ribelle, ad eccellere nello studio dei classici, lo attirava a sè il mondo greco in particolare. L'espressione ellenica per la bellezza pervase Oscar, che permise al ragazzo di seguire la propria vocazione per l'estetismo che lo accompagnò per la vita. La sua opera preferita era l'Agamennone di Eschilo, favorito dalla pubblicazione di un'edizione commentata ad opera di un suo professore, (nel 1868)[56] tanto che non mancherà anche in futuro occasione di citare parte dell'opera. In tale epoca iniziò a scrivere le sue prime poesie. Riuscì a mantenere la costanza dei voti degli anni passati, mostrando di non privilegiare i poeti latini, proprio come Mahaffy prima di lui.[57]
Grazie all'amicizia di Bodley Courtenay Oscar entrò nella Loggia di Apollo il 23 febbraio 1875[58] (la prima proposta da parte dell'amico fu venti giorni prima), il costume tipico di stampo massonico era composto da:
- Pantaloni alla zuava
- Marsina
- Cravatta bianca
- Calze di seta
- Scarpe di vernice
Durante la cena accennò a quella che poi sarà la stesura della Salomè.[59]
L'abbigliamento di Oscar appariva in ogni caso sempre molto particolare, tanto che un giorno un cronista si interessò a lui chiedendogli della stranissima giacca che portava quel giorno, al che Wilde riferì che quella giacca, la quale sembrava cambiare colore a seconda della luce e il cui dorso ricordava per forma quello di un violoncello era stato eseguito successivamente ad un suo sogno. Appena sveglio Wilde ricordandosi quale vestito avesse sognato ne fece uno schizzo e lo portò da un sarto a cui chiese di crearla secondo tali indicazioni.[60]
Crogiolava nel vestirsi in quel modo e andava alla ricerca di complimenti; una volta in conversazione con Margaret Woods alludeva sottilmente al vestito che indossava in quell'occasione quando commentò di essere triste perché anche se amava la bellezza era condannato ad avere una schiena simile. La ragazza, scrittrice ammirata dallo stesso Wilde per "A village tregedy", gli rispose con freddezza suggerendogli di arruolarsi: in quell'ambiente la schiena verrebbe raddrizzata.[61] Anche il suo alloggio appariva esagerato, pieno di cose inutili, di cui come egli stesso affermava poteva disfarsi di tutto tranne che di un vaso che contenesse almeno un giglio.[22]
[modifica] I viaggi
Oscar decise di viaggiare per tutta l'Italia nell'estate del 1875 ,[62] in compagnia di William Goulding e dell'uomo di chiesa, il reverendo John Pentland Mahaffy, suo tutor in anni passati, famoso per il suo pensiero conservatore.[39] che non sempre sposerà le idee di Wilde.[63] Durante il viaggio ammirò i dipinti di Tiziano, fra cu l'Assunta e dopo un piccolo riposo a San Miniato (Firenze)[62] dove, il 15 giugno, gli venne l'ispirazione per un'altra poesia, che verrà ripresa e modificata più volte in seguito.[64]Continua a viaggiare e fa visita alle città di Bologna, Venezia, Padova e Verona, sarebbe dovuto andare anche a Roma, ma dato le sue spese eccessive dovette tornare all'università; in tale occasione scrisse "Rome Invisited", opera che piacque molto a Hunter Blair.[65]
Nell'agosto dello stesso anno conobbe il suo primo amore: Florence Balcombe, in quell'epoca Wilde aveva 20 anni mentre la ragazza 17, anche se si parlava di altri coinvolgimenti sentimentali precedenti: di una ragazza chiamata Fidelia[66] e di un'infatuazione per una sua cugina, tale Eva.[67]Di questi tempi anche la sua attrazione verso gli uomini, scriveva lettere "stranamente dolci" ai suoi amici e come scrisse André Raffalovich nel suo libro: Wilde soleva affermare che mentre altri provavano il piacere nell'atto lui provava estasi nell'ascolto delle storie degli omosessuali.[68] Violet Troubridge, un amica di Oscar, le fece vedere un suo lavoro, un pastello che aveva intitolato "Giorni sprecati", qui mostrava il doppio volto di un ragazzo attraverso il mutare dei giorni; Oscar allora prese da qui ispirazione per un sonetto, pubblicato inizialmente sul Kottabos nel 1877, per poi ripubblicarlo ma con una piccola modifica: il protagonista da uomo divenne una donna.[69]
Negli studi fece infuriare all'esame di teologia il sacerdote William Archibald Spooner già infastidito dal suo ritardo[70]
Il 1876 è l'anno in cui gli muore il padre,[36] e in quegli anni riuscì a pubblicare (1876-1879) sette liriche e 13 poesie. L'anno successivo, nelle vacanze primaverili Oscar partì di nuovo in compagnia dei suoi vecchi amici a cui si aggiunse George Macmillan. Insieme andarono Genova e Torino, mentre Mahaffy il cui obiettivo finale era quello di dissuadere il ragazzo dalle idee cattoliche, cercando di persuaderlo nel suo intento di recarsi a Roma, era sordo alle richieste di Mahaffy, ma lo convinse con uno stratagemma: si finse convinto del rifiuto di Oscar affermando che non voleva un simile compagno nel viaggio, questo tolse ogni dubbio a Wilde che accettò il vecchio invito.[71] Fecero sosta a Ravenna, che il caso volle in seguito essere sorteggiata come tema per il premio Newdigate: Oscar in quell'occasione decise di descrivere il suo ingresso nella città con cavallo e sole alto.[72]
In seguito al lungo viaggio in Grecia dove capitarono alcune disavventure conclusesi positivamente,[73]dopo essersi imbarcato per Napoli giunse infine a Roma, qui accolto da Hunter Blair, che continuava la sua lotta dell'anima di Wilde, portandolo dal Papa Pio IX, riuscì ad incontrarlo privatamente e appena lasciato le stanze papali, tutto felice, si mise subito al lavoro e nell'albergo scrisse un altro sonetto che inviò allo stesso Papa in copia.[74] Blair stesso approfittò della situazione e inviò un altra copia al direttore del "The Month", il titolo in lingua italiana fu Graffiti d'Italia. Nella capitale conobbe una ragazza che frequentò: Julia Constance Fletcher che veniva da una tormentata storia d'amore.[75]La ragazza, scrittrice, dedicò a Wilde il personaggio chiamato "Claude Davenant" protagonista dei suoi libri, infatti molti atteggiamenti tipici di Wilde si riscontrano nel ragazzo,[76] mentre Oscar in seguito le dedicò "Ravenna".
Per via della lunga vacanza arriva in ritardo al college venendo sospeso dagli studi, gli vietarono la residenza per il periodo del trimestre rimasto e privato di tutti i benefici e se avesse ritardato la partecipazione anche a quello successivo avrebbero ritirato probabilmente la Demyship.[77] Oscar rimase deluso e indignato a lungo per tale decisione, anche dopo anni dall'evento[78] cercò ogni possibile cavillo a cui appellarsi senza trovarlo. Wilde decise di scrivere una lettera il 4 maggio per ottenere uno sconto sulla pena pecuniaria imposta per la sospensione ciò porterà alla decisione finale del 15 ottobre 1877 di non infliggerli ulteriore condanna.
Wilde a quei tempi si sentiva povero, colpevolizzava tale stato dell'impossibilità di un suo matrimonio con Florence Balcombe come avrebbe voluto, anche se in realtà aveva sempre speso più di quello che guadagnava. Cercò quindi conforto e risorse economiche in sua madre, ma la donna facendogli i conti in tasca (aveva ricevuto in eredità dal padre alcune proprietà) rispose che era felice di sapere che suo figlio poteva vivere in tranquillità economica per anni.[79]
Tuttavia due volte dovette presenziare davanti al tribunale per pagare dei debiti: (16 e 30 novembre del 1877 ), due volte tanto vicine che Oscar stesso le confuse.[80]
Il 13 giugno 1877 morì Henry Wilson, suo fratellastro, Oscar si aspettava tanto dall'eredità ma rimase deluso, ebbe la somma di 100 sterline e la parte dell'abitazione di Illaunroe (i due erano comproprietari) ma solo a patto che per almeno 5 anni non diventasse cattolico.[81]
[modifica] L'amicizia con Walter Pater
In quel periodo scrisse per il Dublin University Magazine dove ebbe alcuni piccoli screzi con il direttore, Keningale Cook, [82] e inviò una copia dell'articolo pubblicato a Pater a cui rispose volendolo conoscere. In seguito quando continuò lo scambio di missive con dei sonetti da lui scritti gli chiese se fosse possibile che si cimentasse nella prosa, compito ben più arduo a suo dire.[83] Durante i primi incontri fra i due il comportamento di Oscar fece preoccupare il suo amico Bodley, in quanto Hardinge, suo conoscente, riceveva lettere con firme equivoche da parte di Pater e anche in seguito continuò a sospettare una possibile relazione amorosa fra i due.[84]Gli atteggiamenti di Pater, che amava circondarsi di giovani ragazzi con aspetto femminei era noti al tempo.[85]
Di lui Oscar in seguito penserà che avesse paura della propaganda e che aveva vissuto troppo,[86]che parlava sempre a bassa voce tanto che più che ascoltarlo bisognava origliarlo [87] tutto ciò anche se lo chiamava nelle lettere a lui indirizzate come "grande maestro".[88]
[modifica] L'Estetismo e la fine dell'università
La figura dell'esteta fu riconosciuto più volte dall'Oxford and Cambridge Undergraduate's Journals già dal 26 aprile del 1877, anche se il movimento in realtà era più antico, anche della parola "Estetica" che fu coniata in precedenza dal filosofo Baumgarten. Lo Stesso Wilde menzionò che già nei simposi di Platone era considerato Agatone esteta di quei tempi.[89] Fra i suoi autori preferiti che rappresentavano il movimento vi era Théophile Gautier, ma Wilde approvava anche coloro che mostravano avversità alla corrente esteta, bastava che le critiche fossero condotte con intelligenza[90] A quei tempi però la sua opera preferita era Aurora Leigh di Elizabeth Barrett Browning di cui parlava benissimo.[91]
In seguito si definì socialista, anche se intendeva con tale termine genericamente un odio verso ogni tirannia,[92] andando avanti con il tempo associava sempre di più il termine "socialismo" con quello dell'esteta, definendo godimento, bellezza il socialismo.[93]
Oscar anni dopo, giunto negli USA, giudicò l'estetismo come una scienza, che studiava il bello e che si poteva trovarlo in ogni cosa, stesso la ricerca del bello costituiva il fondamento dell'esteta.
Wilde all'inizio s'avvicinò alla religione cattolica, come potrebbe testimoniare i muri della sua casa all'epoca: oltre a possedere una madonna di gesso, erano state appese foto di Pio IX e del cardinale Manning,[94] In seguito, nell'aprile del 1878 Wilde si confessò con un reverendo molto abile con la parole di quel tempo, che alloggiava presso il Brompton Oratory di Londra, H. Sebastien Bowden, anche lui tentò di portarlo verso la fede cattolica, scrivendogli in seguito una lettera dove lo pregava di rispondergli venendolo a trovare, [95]un giovedì come concordato il reverendo ricevette poi una visita, non Wilde ma in vice sua arrivò un pacco contenente dei gigli, il suo rifiuto.[96] Alla fine affermò di non avere alcuna religione e di essere protestante irlandese.[97]
Ad Oxford, Wilde scandalizzò i professori con il suo atteggiamento irriverente nei confronti della religione, e venne deriso per il suo abbigliamento eccentrico. Attirarono l'attenzione in modo particolare la sua collezione di piume e i suoi pantaloni alla zuava di velluto.
Il 31 marzo 1878 Wilde riuscì a consegnare la sua opera "Ravenna". In quei giorni Wilde si ammalò probabilmente di sifilide, malattia forse contratta da una prostituta[98]Una poesia, forse la taedium vitae, fu utilizzata a scopi commerciali in quei tempi: infatti un libraio, approfittando della diceria, supponeva che quella poesia era indirizzata alla donna responsabile del contagio della sifilide.[99]
Nel giugno dello stesso anno Oscar si presentò per il "Final Schools", dove consegnò il compito mezz'ora prima dello scadere del tempo.[100]
La commissione l'11 giugno composta dall'oratore ufficiale, dal docente di poesia e altri tre membri della congregazione stabilì che il vincitore fu Oscar Wilde, prima di lui il premio fu affidato in tempi recenti al solo Sewell nel 1825. Nella lettera della madre dove affermava che il figlio avesse 22 anni, mentre risultava averne 23, si congratulava con lui.[101]Wilde doveva leggere la poesia, consuetudine era a tal duopo l'assegnazione dell'aiuto di un docente (in tal caso venne scelto John Campbell Shairp, docente di poesia già membro della commissione) lui aveva il compito di fornire consigli e apporre migliorie alla poesia da citare, Oscar ascoltò tutti i suoi consigli con attenzione per poi non ascoltarne alcuno.[102] La lettura avvenne il 26 giugno e L'Oxford and Cambridge Undergraduate's Journal per l'occasione rilasciò encomi per l'evento, commenti positivi che in seguito vennero ritirati.[103]Ottenne, in seguito, un doppio "I" ("primo") davanti agli esaminatori del Final Schools, in tal sede si parlò di Aristotele e del suo ipotetico pensiero su Walt Whitman, sbalordendo i professori.[84]
A Neuville fu ospite di una famiglia, dove amava raccontare ai figli, fra cui Helena che chiamava invece chiamare "signorina Nelly" e altri due più piccoli storie palesemente assurde che cercava di far apparire reali.[104]
Aveva ancora l'esame di teologia da superare e a novembre tornò ad Oxford per superarlo il 22 del mese, e ricevuto il diploma di Bachelor of Arts partì alla volta di Londra. Riuscì dunque a vincere l'Oxford Newdigate Prize per la poesia Ravenna prestigioso riconoscimento studentesco già assegnato a letterati poi divenuti insigni tra cui gli stessi Ruskin e Matthew Arnold.
A seguito di tale successo vennero scritte a caratteri d'oro le sue iniziali nell'albo della scuola, ma in seguito quando ci fu il processo e la condanna si decise di cancellarle, solo molto tempo dopo vennero nuovamente inserite.[105]
[modifica] Dopo gli studi
[modifica] Alla ricerca di una borsa di studio
L’esitazione che aveva nei confronti di Florence Balcombe portò la ragazza ad accettare la proposta di matrimonio di Bram Stoker, l’autore di Dracula. (il matrimonio avvenne il 4 dicembre 1878), Wilde non poteva offrirle molto e doveva aspettare com’era consuetudine all’epoca che fossero trascorsi due anni dall’insorgere della sifilide.Egli anche dopo anni continuava a corrispondere con una sua amica affermando che i suoi sentimenti non erano cambiati.[106]
Fece domanda al Trinity per ottenere una "fellowships" ma al momento del concorso, durante la prove scritta Oscar notò che le domande erano scritte in maniera discutibile, cosa che comunque non gli consentì di passare l'esame.[107] Wilde continuò la ricerca di una borsa di studio, non volendo seguire il consiglio della madre di cercare una ereditiera cosa che invece suo fratello cercò di fare invano[108] preferendo applicarsi per ad una a lui congeniale, quella sull’archeologia come scritto ad una lettera a Archibald Henry Sayce, docente di Filologia comparata a Oxford.[109]
Grazie all’aiuto di Frank Benson riuscì a portare in scena come desiderava la rappresentazione teatrale dell’ Agamennone dell’Eschilo il 3 giugno 1880 e affermò che in seguito sarebbe stato di grande aiuto per la rappresentazione, elargendo consigli e istruzioni, anche se tale versione non trova riscontro nei commenti di Benson[110]
Il 4 settembre 1879 Wilde scrisse mantenendo l'anonimato per l'Athenaeum, qui effettuò recensioni di una parte dell' Enciclopedia Britannica, nei pezzi scelti si notava la collaborazione di Richard Claverhouse Jebb con cui Wilde non concordava su molti punti[111]
Oscar continuava intanto a stupire la gente con le sue stravaganze: una volta l’attrice Louise Jopling lo incontrò con serpente attorcigliato al collo[112] e sapeva rispondere a tono ad ogni offesa a lui rivolta, celebre quella volta quando si recò in teatro uno spettatore al vederlo si rivolse a lui in tono offensivo e Wilde rispose sereno «É incredibile come sia semplice farsi conoscere a Londra»[113] Si compiaceva di essere noto affermando quando fosse stato facile diventarlo[114]
[modifica] La casa
Vendute le case di Bray e ricavandone 2.800 sterline e sperando nella fortuna avuta da Shakespeare[116] riuscì a trovare agli inizi del 1879 una casa a Londra insieme al suo amico Frank Miles al numero 13 di Salisbury Street. L’abitazione era trasandata, vecchia, buia, mentre agli occhi di Oscar sembrava romantica e non perse tempo dandole anche un nome: Casa del Tamigi onorando il fiume che si osservava affacciandosi.[115]
L’edificio era composto da tre piani, ad Oscar toccò il secondo e ai suoi libri il primo, non perse tempo e decorò la sua parte di gigli, porcellane cinesi e pannelli bianchi. Fra le altre cose si poteva ammirare statuette di Tanagra, tappeti greci, un dipinto di Edward Poynter che ritraeva Lillie Langtry e mobili costosi.[117]In seguito si trasferì a Tite street a Chelsea, ma non finì ancora di cambiare residenza per via dei litigi con il suo coinquilino.
[modifica] L'incontro con Lillie Langtry
La prima volta che Oscar vide Lillie Langtry fu in occasione di un ricevimento in onore di Lady Sebright, a detta di tutti i presenti la sua nobiltà e bellezza la fecero notare più di ogni altra ragazza presente[119][120]
Ogni personalità presente si interessò a lei, chi le chiese di posare per un quadro e chi per una statua, se negava tale piacere le cantavano una serenata e lo stesso fece Wilde pensando di averla infastidita e chiedendo in tal modo scusa.[121] molti la paragonarono a Elena di Troia,[122] o Cleopatra
Wilde appassionato tanto da quella ragazza da avere anche molte suo foto a casa, conobbe quella che definì come «la più bella donna d’Europa»[123]dopo una sua partecipazione in un teatro. Alla Wilde ragazza apparve come un ragazzo dagli occhi grandi, con un viso semplice, con cui entrò subito in confidenza[124]
Wilde e il suo compagno di appartamento Miles volevano immortalarla come più potevano grazie alle loro abilità con la matita e con la penna,[125] e tradendo un suo famoso detto dove affermava che non bisognerebbe mai pronunciare il nome di una donna, alla pari del nome segreto di Roma[126] finì con il nominarlo così spesso da far credere a tutti che i due fossero amanti.[127]
Oscar le dava dei consigli su come vestire che lei non sempre seguiva[128] la ragazza coinvolse Wilde e Miles nella sua posizione economica non florida chiedendo anche consiglio su quale attività poter intraprendere, ma i consigli furono scartati.[129]
Nel 1880 ci fu l’incontro con l’attrice Helena Modjeska che si lamentava di questo Oscar Wilde che in realtà non aveva fatto nulla se non parlare, [130] secca la riposta di Wilde «Parlare è di per sé, una sorta di azione spiritualizzata»[131] Riuscì quindi ad incuriosirla, tanto che accettò l’invito e conobbe, come sperato da Wilde, da Langtry e Louise Jopling, e in quell’occasione Wilde non mancò di offrire a tutte un giglio dell’Annunciazione.[132] La madame riscontrò in Wilde la capacità di farle da guida ma senza mai corteggiarla un perfetto accompagnatore.[133]
[modifica] L'incontro con Sarah Bernhardt
Un altro incontro importante nella vita del ragazzo irlandese fu quello con l'attrice Sarah Bernhardt, che riuscì ad impressionare già al suo primo incontro. In quell’occasione gli fece compagnia l’attore Forbes-Robert Norman: lui gli offrì una semplice gardenia, Oscar un tappeto di fiori[135] Il ragazzo irlandese aveva quasi paura di lei, del suo rapporto con i soldi che buttava senza ritegno,[136] e di come appariva come una «pallida fiamma» in occasione del tè[92] Wilde desiderò di poterla avere come protagonista in uno dei suoi drammi, vedendola perfetta per interpretare il ruolo della regina Elisabetta[134]
[modifica] L'incontro con James McNeill Whistler
| (EN)
« Oscar: "How I wish I had said that." Whistler: "You will, Oscar, you will." »
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(IT)
« Oscar: "Come vorrei averlo detto io".Whistler: "Lo dirai, Oscar, lo dirai" »
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(James McNeill Whistler risponde ad Oscar Wilde, in un ricevimento dell'1883 a casa di Louise Jopling[118])
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Il 5 maggio 1880 Wilde recensì una mostra di James McNeill Whistler, famoso pittore dell'epoca, e nell'occasione fu pieno di complimenti per la sua “ragazza d’oro[137]” Da li iniziò una conoscenza fra i due fatta di incontri e scontri, a proposito di questo loro rapporto scriverà poi Ellen Terry, che considerava entrambi gli uomini più illustri dell’epoca per la loro audacia e per altre capacità che neanche riusciva a descrivere degnamente.[138]
| « Soltanto chi non ha immaginazione inventa[139] » |
Oscar non perdeva occasione per migliorare le frasi di Whistler facendole proprie, William Schwenck Gilbert con l'aiuto delle abilità pittoriche di George du Maurier pubblicò su Punch diverse caricature di Oscar, giocando sul termine "Wilde-wild" (in inglese wild significa selvaggio) sui gigli e sulla sua capigliatura. Un giorno mentre Oscar chiacchierava con Maurier si avvicinò Whistler chiedendo chi dei due avesse inventato l’altro,[140] la risposta che avrebbe voluto dare Maurier, arrivò in seguito grazie a Wilde nel Trilby, dove scrisse che insieme avevano in realtà inventato lui. [141]
Celebre lo scambio di battute con Gilbert intercorso una sera al Haymarket Theatre
| « Gilbert: <<Vorrei saper parlare come lei. Terrei la bocca chiusa e sosterrei che è una virtù.>>Oscar: <<Quale egoismo! Potrei negare a me stesso il piacere di parlare, mai negherei agli altri quello di ascoltare>>[142] » |
In seguito il loro dialogo divenne sempre più aspro, un duello all’ultima battuta, dove Whistler abituato a graffiare, ferire e anche uccidere riportava facile vittoria su Oscar che parlare per sedurre.
Fra i tanti dialoghi una volta commentavano un articolo uscito sul Punch dove venivano presi in giro pensando che i due parlassero di talune attrici al che Wilde gli scrisse che era ridicolo perché nei loro incontri i due parlavano solo di loro, ma Whistler ribattè affermando che non era vero: negli incontri si parlava solo di lui, infine la battuta finale di Wilde fu «parlavamo di te ma io pensavo a me stesso».[143]
In un suo storico congresso, anche perché uno dei pochi nella sua vita, che prese poi il nome di Mr “Whistler’s Ten O’Clock”, [144] si divertì a prenderlo in giro in tutti modi, dalle sue proposte per l’abbigliamento al movimento dell’estetismo. Wilde ribattè definendolo, fra le altre cose un capobanda ungherese.[145] Dopo diverso tempo Wilde aiutò Whistler.
[modifica] Prime opere e viaggi
Nella vita di Wilde mancava, dopo la carriera studentesca, un luogo dove poteva sentirsi a suo agio. Irlandese di nascita, il suo fervore culturale lo indirizzava verso Londra o Parigi. Tanti paesi poi destavano la sua attenzione: la Grecia, il paese dell’anima, l’Italia, il paese dell’arte, l’America, quello del progresso, l’Africa, quello della natura. C’erano, inoltre, un’infinità di luoghi popolati dal gran mondo aristocratico di cui si riteneva parte, in ragione della sua capacità di conversare o dell’eleganza dei suoi modi e dei suoi abiti. O, all’opposto, c’erano luoghi immorali, frequentati da ragazzi audaci e sfrontati, egli da entrambi era attratto.
Dopo aver passato un pò di tempo con la madre Wilde trovò nuova residenza al terzo piano di Charles Street che si trovava vicino a Grosvenor Square. Dalla metà degli anni '80 divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette.
Conquistò la società conformista del tempo vittoriano con le sue stravaganze, i suoi eccessi, i suoi scandali. Il 7 maggio del 1879 Willie e sua madre raggiunsero Oscar a Londra, finendo dopo vari cambi di residenza ad abitare al 146 di Oakley Street (Chelsea), qui Lady Wilde aprì un salotto londinese dove i suoi figli attraevano il pubblico, diventò famoso al punto di attirare l’attenzione del principe del Galles dove disse «Non conosco il signor Wilde, e non conoscere il signor Wilde significa non essere conosciuti».[146]
Viaggiò insieme al suo amico Rennell Rodd nel 1879 in Belgio dove incontrando il poeta olandese Jacques Perk 1858 – 1881, lo definì poeta nel cuore in una delle sue poesie.[147]Due anni dopo sempre con lui visitò la Loira.
Nel 1881 in occasione della pubblicazione del volume intitolato Poems ("Poesie") comprese che era diventato un personaggio scomodo: all’Oxford Union, dove una copia dell'opera fu inviata dallo stesso Wilde sperando in una ammissione alla prestigiosa biblioteca venne recensita da Oliver Elton e Henry Newbolt dove parlavano di immoralità, inconsistenza e affermando che l’opera fosse colma di plagi di autori più importanti.[148] In seguito si espresse L’Oxford and Cambridge Undergraduate’s Journal affermando che non era ostilità all’opera ma all’autore.[149] Il concetto stesso di immoralità lo perseguitava, il padre di Frank Miles, suo coinquilino, non vedeva bene tale convivenza e ingiunse al figlio di percorrere una strada differente, ciò porto alla rottura dei rapporti con Wilde che abbandonò la casa[150]
Divenne presto popolare per la sua lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile intelligenza. La notorietà dello scrittore irlandese si accrebbe per merito del giornale umoristico “Punch”, che pubblicò numerose caricature del rappresentante di questa nuova moda dell’ estetismo, a tal punto che, nel 1881, il librettista William Schwenck Gilbert e il musicista Arthur Seymour Sullivan composero un’operetta dal titolo Patience, in cui facevano la parodia degli esteti.
[modifica] Oscar Wilde negli USA
Un impresario teatrale, Richard D'Oyly Carte, propose a Wilde un giro di conferenze negli Stati Uniti, con l’intenzione di mostrare da vicino al pubblico americano uno degli esteti che l’opera prendeva in giro.[151] Dispiaciuto di non poter assistere alla prima di Vera in quanto la rappresentazione venne posticipata a data di destinarsi per la spiacevole coincidenza di un attentato proprio nel regno della Russia, Wilde senza altri indugi si preparò per la partenza, con un nuovo vestito con colbacco e pelliccia, che fece infuriare Whistler. [152]
Partito il 24 dicembre 1881[153] e attraversato l'oceano, con la nave Arizona, attraccò a New York il 2 gennaio 1882. Egli non fece in tempo a sbarcare che subito i giornalisti gli porsero mille domande, trovando la risposta che cercavano in uno dei passeggeri: infatti Wilde durante il viaggio ammise di essere rimasto deluso dall’Atlantico, saputo questo, il giorno dopo tale notizia fece il giro del mondo.[154]
Iniziò dunque la sua tournée di conferenze, che durò fino al 27 dicembre 1882, in America fu considerato una curiosità, veniva studiato da testa a piedi da chi lo intervistava.[155]. Anche nel nuovo continente non mancarono personaggi ostili a cui Wilde contribuì nel fomentare le accuse rivoltegli, come quando rispose Edmund Gosse che dopo avergli chiesto, al primo incontro se l’avesse deluso lui affermò che i letterati non deludono, ma le loro opere si.[156] mentre il direttore di Atlantic City Thomas Bailey Aldrich evitò l’incontro con ogni mezzo.[157] Le sue conferenze divertirono gli americani, i quali si appassionarono alle arguzie ed alle bizzarrie del personaggio, ridevano alle sue battute, e, ancor più fragorosamente, della serietà con cui considerava la propria missione. Durante il periodo americano Wilde rilasciò interviste, proclamò il suo credo artistico ancora abbozzato,[158] e visitò alcune glorie americane tra cui Walt Whitman, che lo volle incontrare e per l’occasione gli inviò una lettera[159]felice di poter incontrare una persona che ammirava,parlò a lungo, anche in segreto[160] e che in seguito non nascose di essere stato baciato da lui.[161], il generale Ulysses Simpson Grant, Louisa Alcott, Henry Wadsworth Longfellow,a cui proferì solo complimenti anche se in seguito ritirò tutto affermando che può piacere solo a chi non conosce nulla di poesia.[162]con il rammarico della mancata visita a Ralph Waldo Emerson, scomparso proprio nel 1882.
Durante il tour americano decise di farsi scattare molte foto da Napoleon Sarony, per un totale di 27 foto. [163]
Trovò un rivale ostinato in Archibald Forbes, un altro personaggio ben voluto dallo stesso Carte che proprio in quel periodo costui, un giornalista proveniente dalla Scozia girava gli USA per fare conferenze a Baltimora. Osteggiò in tutti i modi Oscar, offendendolo nel suo modo di vestire, insinuando che prendesse dei soldi a serata.[164] Incontrando, in verità, poco dopo visi amici irlandesi che gli offrirono 2.000 sterline, ma rifiutò cordialmente il dono offertogli. [165]
Un'altro attacco dell'epoca questa volta Wilde lo ricevette dal suo vecchio amico Bodley, in un articolo apparso sul New York Times del 21 gennaio 1882, anche se l'articolo non fu firmato.[166]
Appena giunto a Washington Henry James non gli diede importanza, cosa che fece invece la figlia del giudice Edward G. Loring trovandolo molto più divertente dello stesso James[167]Quando andò a trovarlo nell’albergo Wilde parlò della sua visione del mondo, della non importanza dei luoghi in cui si trovasse, come se la casa la portasse con se, cosa che offese non poco James che un attimo prima aveva detto che gli mancava Londra.[168] James si scriveva in continuazione con la moglie di Henry Adams che mal vedeva Wilde,[169] ma Wilde nella sua innocenza non sospettava affatto del suo rancore e nel corso del suo viaggio ringraziò più volte James come nell’occasione della conoscenza con Daisy Miller a Luoisville.[170]
[modifica] A Boston e Rochester
Nella Music Hall di Boston la sera del 31 gennaio si presentarono, oltre a Julia Ward Howe, 60 ragazzi, tutti studenti di Harvard che per l’occasione si erano tinti alcune ciocche di capelli di bianco, ognuno di loro recava un girasole, Oscar allora si vestì in maniera del tutto normale. .[171]
Molto diversamente andò a Rochester, il 7 febbraio, dove gli studenti decisero di far confusione in ogni modo, tanto che dovette intervenire la polizia e la conferenza fu sospesa prima che finisse.[172]Al “sesso incerto” di Wilde come affermava la moglie Henry Adams, [173] si aggiunse il portatore di “oscenità” della direttrice del Women’s Journal Thomas Wentworth Higginson, ma a tutto ciò Wilde non badava, proclamandosi «indistruttibile».[174] Dal 13 maggio, dopo aver meditato sui prossimi ipotetici viaggi, fu la volta del Canada in cui rimase a lungo tornando infine a New York il 14 ottobre,
[modifica] Dal Niagara alle truffe
I viaggi di Oscar continuarono, di fronte al Niagara affermò che tale spettacolo sopravivrebbe a ogni critica, ma alla fine era solo acqua che cadeva.[175] Dopo l'incontro con gli irlandesi, decise di parlare anche della «Niobe delle nazioni», dove sperava in un ritorno dell'indipendenza.[176]Si ricordò sempre di sua madre di cui mostrò una foto durante le conferenze, anche se evitò di parlarne più del dovuto, in occasione del commemorare i tanti scrittori irlandesi, in quanto la critica, secondo il suo parere, non poteva affrontare l’amore.[177]
Oscar Wilde fu anche vittima di alcune situazioni incresciose estranee al suo modo di pensare: a Moncton per un errore del suo agente rischiò la prigione[178] mentre a New York fu vittima di una truffa perfettamente organizzata da un noto truffatore del posto[179]
[modifica] Il ritorno in Europa
Degli ultimi tempi celebre è un episodio in cui inciampò in un manichino e iniziò a scusarsi con esso scambiandolo per una persona viva, glielo fecero notare ma lui non si scompose affatto: continuo a dialogare su San Francisco e altro riuscendo a fingere completamente il dialogo e le sue riposte.[180]
Non mancò di far compagnia ad un gruppo di minatori, dove in un casinò lesse «Si prega di non sparare al pianista; fa del suo meglio», frase che colpì molto l’immaginario di Wilde, in quanto si parlava di “pena di morte”. [181]Qui riuscì a far appassionare di cultura persone che non sapevano nulla di letteratura, ad esempio quando gli lesse di Benvenuto Cellini gli chiesero perché non l’avesse portato con se e quando cercò di far capire che non poteva perché era morto da tempo la risposta fu «chi gli ha sparato>?> Di questa impresa si vantò con il suo amico Whistler, dove in una lettera scrisse:
| « Ho già civilizzato l’America – il reste seulement le ciel » | |
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( (resta soltanto il cielo, scritta nel testo originale in francese ) Oscar Wilde lettera a James McNeill Whistler[182])
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In tutto le conferenze fruttarono 18.215,69 dollari, di cui 7.005,06 erano spese sostenute nei viaggi, dei soldi rimasti a Wilde toccarono la metà. [183] Dopo aver terminato tutta la serie di conferenze non tornò immediatamente a casa, rimanendo nel paese per altri due mesi e mezzo. In questi tempi cambiò innumerevoli volte abitazione, dal Fifth Avenue Hotel al Brunswick al 48 dell’11° strada Ovest a Greenwich Villane, sorprendendo sua madre per il denaro che le inviò e della sua pausa dai viaggi.[184] dato che era certa una sua partenza per l'Australia.[185]
Il vero motivo del suo tentennamento, di cui evitò di parlarne con la madre per evitare allarmismi inutili era un attacco di malaria [186] Lillie Langtry arrivò negli USA dopo poco e Wilde fu felice di accoglierla e di farla immortalare dal fotografo Sarony.[187] Vide la Langtry esibirsi al Wallack’s Theatre il 6 novembre in un opera di Tom Taylor, Wilde in una recensione fu prodigo di complimenti anche per il teatro, ben sapendo che Steele Mackaye era stato artefice di numerosi accorgimenti, come le sedie pieghevoli, sperando in un suo coinvolgimento.[188] Costui aveva molto in comune con Wilde, perché aveva portato un aria innovativa nel teatro, ma non in scena, anche se scriveva con poco successo, bensì dietro le quinte con le sue invenzioni teatrali. Mackaye voleva mettere in scena le due opere di Wilde: Vera e la duchessa di Padova che stava scrivendo, il che, a parer suo, li avrebbe resi immortali [189] e credeva che insieme al suo amico avrebbero potuto conquistare il mondo.[190]
Per quanto riguarda "Vera" si mise in contatto con l’attrice Marie Prescott, mentre per la "duchessa" aveva contattato Mary Anderson, quando il 27 dicembre 1882 lasciò l’americana i giornali definirono la sua avventura americana un fallimento.[191]
[modifica] Il matrimonio
[modifica] Le donne di Oscar
| (EN)
« Women are meant to be loved, not to be understood »
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(IT)
« Le donne sono fatte per essere amate, non per essere capite. »
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(Oscar Wilde in la sfinge senza enigma. trad.: Alberto Rossatti[192])
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| Il tradimento per Oscar Wilde |
| Il pensiero di Oscar Wilde sul tradimento delle donne fu palese in occasione di una sua passeggiata in compagnia di Sherard per le vie di Parigi, qui egli notò di come in Francia avessero la brutta abitudine di amare troppo le donne, per questo loro le tradivano, in Inghilterra questo non accadeva, perché loro avevano il vantaggio di non amare.[193]Celebre a tal proposito fu il suo commento ad un aneddoto che coinvolse il suo amico Ernest La Jeunesse: per eliminare ogni dubbio sulla sua ipotetica impotenza sedusse la moglie di colui che lo offese, «la più grande risposta della storia» come commentò Wilde[194] |
Non riuscì più a tornare a Londra, voleva viaggiare ancora e decise di andare in Francia, a Parigi, dove con l'aiuto di Robert Harborough Sherard[195] Si incontrarono quasi ogni giorno salutandosi con baci sulle labbra, notizia che alimentò i pettegolezzi su di lui.[196] A Parigi Wilde si dedicò al lavoro anche se amava scherzarci sopra con Sherard: infatti una volta disse che per tutta una mattina riuscì soltanto a levare una virgola da una sua poesia e che nel pomeriggio la rimise.[197]
In quei mesi decise di abbandonare il suo vecchio stile, i suoi lunghi capelli, la sua nuova acconciatura, molto corti con piccoli riccioli, volutamente ripresa dagli imperatori romani,[198] ma non mancarono malignità al riguardo[199]Tornato a Londra dove nessuno più lo riconosceva e tutti erano concordi, con sua delizia perchè bisogna sempre stupire, che dimostrava meno anni di quelli che aveva,[200] ormai sembrava, ed era cambiato tanto al punto che fu vittima di una nuova satira di Punch, dove finsero di metter in vendita girasoli, gigli,vecchie piume e parrucche, insomma tutte le vecchie caratteristiche di Wilde.[201]
Tornato, pensava al matrimonio, sia per sfuggire ai moralisti che per salvarsi dagli usurai, dopo Florence Balcombe e Lillie Langtry, ora posava gli occhi su Violet Hunt. Tale era la figlia di Alfred William Hunt, una ragazza con cui voleva unire il suo cervello alla sua bellezza. Con lei, in passato, avrebbe voluto visitare l’Africa e anche se rifiutò l’invito, in seguito se ne vantò in continuazione.[202] Poi il pensiero si spostò a Charlotte Montefiore, e anche in questo caso ci fu un rifiuto, al che la risposta dello scrittore fu «peccato con la mia intelligenza e il vostro denaro avremmo fatto grandi cose insieme», avvenuta tramite bigliettino, venne subita strappata anche se le parole rimasero a lungo.[203]
