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Grillo, Meetups e il "pippone" di Mantellini Stampa E-mail
giovedì 20 settembre 2007

Grillo e internet Dato che parlare di Grillo ultimamente alza gli indici di ascolto cadrò anch'io in questa bieca pratica e parlerò del fenomeno grilliano: Ho letto solo ora l'articolo (definito pippone dallo stesso autore) di Massimo Mantellini dedicato al rapporto Grillo - internet. Scopro con enorme piacere che probabilmente oggi lo leggeremo su Europa . L'analisi del Manteblog indugia particolarmente sull'utilizzo che il grillo parlante "internazionale" (secondo Technorati) fà dell'internet.

Mi permetto di estrapolare una delle riflessioni che ho pienamente condiviso:

" ... paradossalmente Internet è stata usata da Grillo (come per la verità fanno in molti) per verniciare di nuovo vecchi meccanismi aggregativi che hanno in passato ottenuto uguale successo di pubblico per altre vie. Grillo per esempio da tempo straparla di blog e del loro grande potere ma si capisce bene, ascoltandolo, che si sta riferendo al proprio blog e a null’altro. Perchè null’altro forse conosce."

Per chiudere con una pesante sintesi che purtroppo temo sia fin troppo realistica:

"Internet è il grande aggregatore. E il passaparola vale fra pari. In casi esemplari come quello di Grillo ha invece un altro nome: si chiama propaganda. E la propaganda si sa in rete funziona poco o nulla."

L'articolo completo di Massimo Mantellini è sul suo blog.

Questi stralci di pensieri servono ad esprimere i miei stessi dubbi sul grillo pensiero e su chi lo incarna, e tutto ciò è partito dall'ormai arcinoto "V-Day ". Io stesso faccio parte, nel senso che sono iscritto da utente a due forums "materani" che hanno costituito in questi ultimi due anni la base di consenso di Beppe Grillo in tutta Italia (i meetup): Sassi Parlanti e s@ssi e-migranti .

Una interessante discussione partita da uno dei "moderatori" del forum (Il dado è stato tratto: Bye Bye Grillo? ) in particolare mi ha portato alle seguenti riflessioni che desidero riportare a futura memoria in questo post ...

Perchè il fenomeno Grillo è destinato a sgonfiarsi miseramente assimilandosi a ciò che sin'ora ha (finto) di combattere?

Secondo me perchè è artificiale. Perchè si tratta di puro marketing e per questo non nasce spontaneo.
Pericle (di cui ho apprezzato diversi passaggi) parla di questa accelerazione come di una naturale evoluzione dei luoghi di incontro di Beppe Grillo e che sarà seguita da un'altrettanto naturale (per chi come me deciderà di rimanere "libero" dal movimentismo critico di matrice grilliana) distaccamento dal "cordone ombelicale".

Il Grillo (parlante) ha infatti il grande merito di aver utilizzato la sua immagine pubblica per "stimolare" la creazione di una rete di persone basata su una "comunione di intenti" trasversale rispetto all'appartenenza politica dei "soggetti". Ma i nodi sono ora venuti al pettine. Quella di Grillo, sta per diventare una grande presa in giro. Non mi stupirebbe (ma neanche me l'aspetto) una clamorosa marcia indietro.

Questa vicenda è diventata la solita storia del pifferaio.

Beppe Grillo non è molto diverso da Berlusconi!
Ha utilizzato in maniera effica l'internet al fine di creare una rete di persone facendo leva sulla sua immagine e sulla "comunione" di scontento in una trasversalità leggermente sbilanciata a sinistra.

La struttura

Questa "rete di persone" è nata artificialmente intorno a un "blog" (beppegrillo.it) ed ha creato sotto di esso una rete di forum (meetup.com).

Una rete dovrebbe invece nascere spontaneamente intorno ad interessi comuni e non certo per mano di un unico creatore come hanno fatto grillo - e poi di seguito morfini e lo stesso django (che ha da subito tentato di correggere il tiro, pur accettando le gerarchie imposte dal mezzo utilizzato).

Come sempre faccio in questi casi, vado a ripescare le mie "bibbie" personali. L'autore è il "solito" Giancarlo Livraghi (solito perchè in passato l'ho citato molto spesso), uno "scettico" della tecnologia che ha bene in mente l'alto valore della relazione tra individui.

Le sue parole mi hanno aiutato a focalizzare meglio il fenome del quale in tutta Italia stiamo discutendo in questi giorni.

Mi scuserà foscus se porto a sostegno del mio pensiero sulla costruzione a tavolino da parte di Grillo di una comunità di persone con schema piramidale, un frammento delle prime pagine del Libro a me tanto caro intitolato "L'umanità dell'internet" nella speranza che sia di efficace supporto al confronto "orizzontale" che stiamo avendo. Credo di avere le idee abbastanza chiare sul "come comportarmi" rispetto a questo meetup ... ma mi "impongo" ugualmente di rifletterci ancora un pò ... ma solo perchè ormai temo le cose frettolose:
Mia nonna diceva "chi lascia la via vecchia per la nuova sa ciò che lascia ma non ciò che trova". Come quasi tutti i proverbi, anche questo si può leggere in due modi. Quanto ci conviene stare sulla più confortevole e sicura "via vecchia"? Quando e come è meglio correre il rischio della "via nuova" per non essere troppo prigionieri delle abitudini? Se è così nella vita in generale, lo è ancora di più nella rete. Per usarla bene, e scoprirne i veri valori, dobbiamo continuamente mescolare il vecchio e il nuovo: mantenere i confortevoli percorsi che conosciamo bene e che ci sono abituali, ma anche avventurarci per scoprire che cosa c'è "dietro l'angolo" che può aprirci nuovi orizzonti.

Non è il caso di avere fretta. La rete permette di comunicare rapidamente - e continua a crescere e a cambiare. Cercare di "tenere il passo" con tutte le novità è inutile, impossibile e snervante. Per capire qual è la "nostra" rete, il sistema di relazioni che ci interessa, ci vuole tempo. Ma se seguiamo il filo delle nostre curiosità, passo per passo, arriviamo a scoperte interessante anche in poche settimane o pochi giorni.

Non è bene lasciarsi "pilotare". La rete è piena di "portali" o altri servizi che dicono: "vieni da me, ci penso io, ti accompagno io alla scoperta dell'internet". Non è il caso di fidarsi. Per due ragioni. La prima è che non sono quasi mai "disinteressati". Molto spesso sono al servizio di qualche interesse e cercano di portarci dove più conviene a loro - o a chi li paga per "generare traffico". E anche quando non sono deviati da alcun interesse commerciale, non sono obiettivi: sono inevitabilmente condizionati dalla mentalità e dalla cultura di chi li governa.

Nessuno può darci la rete che vogliamo. Dobbiamo (e per fortuna possiamo) costruircela su misura. Può essere pratico, all'inizio, affidarci a una risorsa per cominciare a orientarci. Ma appena abbiamo le gambe per camminare ci conviene andarcene per i fatti nostri e trovare le nostre strade nella rete. Se lo facciamo un pò per volta, seguendo le nostre inclinazioni, non è difficile - e può essere molto divertente.

Il mondo è pieno di amici che ne sanno più di noi o "dicono di sapere" come dobbiamo usare la rete. Ascoltarli può essere molto utile; e non solo all'inizio. Anche persone con dieci anni di esperienza in rete chiedono consiglio a chi conosce un certo argomento meglio di loro. Spesso un amico che ci capisce bene può darci suggerimenti interessanti. Ma non dobbiamo mai lasciarci troppo guidare dagli altri. Sentiamo i pareri e le opinioni di tutti ma scegliamo con la nostra testa. E non solo con la testa. È interessante notare come chi capisce bene l'internet (e le tecnologie dell'informazione) parli spesso di "cuore", di emozione, di istinto e di sentimento.

Vint Cerf, uno dei "padri" dell'internet, dice:

L'internet è un luogo, un ambiente, fatto di persone e delle loro miriadi di interazioni. Non è meramente una tecnologia ma un modo di collaborare, condividere e aver cura gli uni degli altri. È radicata nella realtà e la realtà ha la radice nei nostri cuori.
Questo era il brano di Livraghi. Ho solo da aggiungere per il momento che anche questo meetup ha in effetti una struttura piramidale al suo interno ed è "poco" democratica nella gestione delle "cariche". La contraddizione di fondo in effetti è la stessa che il saggio ex assistant suggeriva. Alla fine si parla tanto di partecipazione e di social networking ma la stessa "struttura" di Grillo non consente di realizzare quella "orizzontalità" che ci illudiamo di avere qui dentro e che rivendichiamo ai nostri "governanti"!

Data la natura "dubbiosa" e scettica dell'intervento chiuderò con una domanda non polemica ma credo, molto significativa della percezione "esterna":
Perchè è stato intervistato Alfredo e non Lilian?

Perchè all'esterno vedono lui come nostro rappresentante locale verso il governo centrale grillo.
 

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