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Gruppo sanguigno: Zero Positivo Stampa E-mail
giovedì 11 ottobre 2007
Ospedale E' da quando mi sono svegliato che ho questo sorriso imbecille stampato sul volto. Non posso certo parlare di felicità, credo invece si tratti di soddisfazione: Dopo quattro giorni sono andato in bagno da solo!
Sono ricoverato in Terapia Intensiva (Cardiologica) da quattro giorni ormai. Tutto ha inizio lunedì pomeriggio con un dolore irritante e bastardo, già provato in passato, ma che stavolta non voleva proprio passare: INFARTO .

Una parola che fa paura e che associavo ad una serie di immagini abbastanza violente. In parte è vero, ma solo se assisti a certi eventi da spettatore. Premetto già che per quanto mi riguarda è stata un'esperienza “in più” come un paio d'altre importanti e che hanno segnato il percorso della mia vita. Inizialmente pensavo di vivere un evento carico di misticismo e spiritualità, ma, nel momento in cui le coronarie si restringono e non portano più sangue al cuore le esperienze mistiche ti interessano poco!

In quel momento non ho pensato a nulla, non ho fatto caso al dolore. Ero solo attento a mascherarlo alle due persone che erano con me. Credo di esserci riuscito ... ma la loro preoccupazione era evidente.

Risparmio i dettagli irrilevanti (almeno per me) da questo punto in poi. Pronto soccorso: ottima accoglienza ed assistenza ricevute. I ragazzi e le ragazze molto premurosi e sopratutto veloci, ed in questi casi la rapidità è fondamentale.

Dopo la pillola “rosa” (che da Matrix ti riporta nel mondo reale) mi trasferiscono in UTIC (Unità terapia intensiva cardiologica) in una stanza comoda. Lo fanno trasportandomi di corsa sul letto, come siamo abituati a vedere nei film, ma l’impatto è ben diverso da quello cinematografico. La mia postazione di “riposo” è subito sotto la finestra che affaccia sull'esterno dell'ospedale Madonna delle Grazie di Matera , monitorato a vista, con i beep, che segnalano la regolarità dei battiti e la frequenza cardiaca, con la pressione arteriosa misurata elettronicamente ogni mezz’ora, un paio di “valvoline” con soluzioni fisiologiche, ed eparina sparate direttamente in vena. Musica e Sogni

Bollettino medico: Pressione arteriosa 120 su 90 ..., mai avuta così “bassa” in vita mia … la medicina fa davvero miracoli!

Accanto a me dorme un signore dall'aspetto simpatico, con i miei stessi occhi "color ghiaccio", che soffre in maniera dignitosa, e non si lamenta. E' della provincia di Matera. Inizia la sfilata degli infermieri. Ovviamente gli "storici materani" alcuni già li conoscevo di striscio, mi infastidiscono con le loro domande: "ma tu sei il figlio di..., ma tu sei quello che suona il blues ... ma questo giornale è di oggi ..."

E' vero, ho un caratteraccio. Ma certi atteggiamenti proprio non li sopporto. Uno di questi ogni mattina che io fossi sveglio o no, veniva presso il mio comodino e si sfogliava i giornali, senza neanche chiedere il permesso di poterlo fare. Ogni cazzo di giorno.

Ma per il resto in "terapia intensiva" ci sono delle persone veramente speciali che fanno bene il proprio lavoro con grande rispetto per chi vi è ricoverato. La simpatica caposala e le infermiere (chissà perchè tutte bellissime e sempre sorridenti) e in particolare una dottoressa dallo sguardo strafottente di chi ne ha viste tante ... una vera "dura".

Mi "legano" al letto con un gran numero di "sensori" su tutto il corpo, e tutto scorre su un monitor.
La caposala: "ah no! Quello non lo puoi tenere ... nessun contatto con l'esterno" ... "Bene, mi chiami il primario, che vado via". Il telefonino era l'unico ponte col mondo esterno, non riuscivo (e non sono riuscito) a separarmene per tutta la degenza ... i battibecchi quotidiani con la caposala divertivano tutto il reparto e alla fine ... mi ci sono pure affezionato.

E poi tra gli altri il grande Filippo, un ragazzo siciliano dal bel sorriso timido, Marilena, sempre rossa in volto, dagli occhi verdi intensi e che ha sempre paura di avvicinarsi per paura di disturbare, ma poi quando si sblocca ti sorride e parla parla parla ... ma il pezzo forte è Maria Rosaria di Salerno, quella che più si avvicina allo stereotipo dell'infermiera "paziente": è sempre disponibile. C'era un certo feeling tra di noi, siamo della stessa generazione. Alta, bionda con gli occhi azzurri e sempre sorridente, sempre in attività. Non stava mai ferma.

Ero una lettera ed un numero Ci siamo scontrati al primo mattino dopo il risveglio. Entra in camera, erano le 6 e mezza, il sole si era da poco svegliato pure lui. Aveva in mano una "paletta", sapone ed asciugamani ... voleva che mi spogliassi completamente, doveva lavarmi lei dato che non potevo muovermi! Un risveglio abbastanza traumatico ... da li abbiamo iniziato poi a scherzare. Adoro gli infermieri, ci vuole davvero una genuina e generosa passione per gli altri per fare al meglio questo lavoro.

Finalmente e, dopo qualche giorno di "digiuno" ... inizio a mangiucchiare qualcosina anch'io. Mi "nutrono" con pastina in brodo e pere cotte. Mi viene da ridere se penso all'espressione soddisfatta che dovevo avere col cucchiaio di plastica al primo pasto caldo dopo due giorni di flebo.

Sempre in UTIC assisto al primo dei due eventi non proprio felici della mia permanenza ospedaliera. Una signora ricoverata nella stanza accanto alla mia verso le 2 di notte, quando il silenzio è ritmato da solo da beep abbastanza regolari dei tracciati degli elettrocardiogrammi si sente un suono elettronico e lineare. Un beep fisso e prolungato: beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep:
Un suono che prima d’ora avevo ascoltato solo in tv. Arresto cardiaco.

Indescrivibile il dramma di questa signora, che mi ha riportato alla stessa sofferenza di mia madre qualche anno fa. Concitazione, schiaffetti, il defibrillatore che brucia il petto … e le voci che chiamano sempre più lontane … e lacrime. Quella notte non ho dormito. Ho pensato a tutto questo.

Il mattino dopo il suono sul letto della signora è mtornato regolare. Maria Rosaria mi dice che sono riusciti a rianimarla, ma ora la signora ha qualche difficoltà di movimento. Morirà qualche giorno dopo. Cuore in Monitor

Intanto termina la mia degenza presso l’unità di terapia intensiva e mi spostano nel più “tranquillo” reparto di Cardiologia.

Il primo impatto con questo reparto è abbastanza sconvolgente. Nella camera cui sono destinato c’è un signore in fin di vita, una persona della quale ometto il nome ma che dimostrava una grande dignità nel dolore. Ha sofferto molto e a tratti negli ultimi momenti sembrava un bambino, non riesco a descrivere l’affetto e la amorevole pazienza di chi si prendeva cura di lui negli ultimi momenti. Questo signore mi ha ricordato mia nonna e le stesse sofferenze da lei patite prima di lasciarci.

Inizialmente mi sono lamentato con la caposala responsabile degli “accoppiamenti” nelle stanze. Venivo dalla UTIC dopo una settimana di relax assoluto e dovevo continuare così … invece in quelle condizioni è stato impossibile dormire. Ma la indisponibilità dei posti non consentiva spostamenti e quindi sono rimasto ad assistere alle ultime ore di questa persona. Era domenica quando è venuto a mancare.

Ricordo le amorevoli cure della sua figliola, le lacrime e tutto quello che questo “omone” anziano ma di grande stazza nel corso della sua vita aveva dedicato alla nostra regione. Una persona che ha dato molto alla Basilicata degli agricoltori.

Le altre giornate sono state scandite dagli amici e da altre notti insonni. Le visite continue, le telefonate, gli sms … un miscuglio di cose. Un periodo di pace e riflessione. Che a questo punto probabilmente non trovo neanche giusto sbandierare più di tanto. Questo “nefasto” evento è stata l’occasione per cogliere quanto di buono la vita mi sta offrendo. Ed è tanto.

E poi tante letture … De Carlo sopratutti … alcuni libri che avevo preso sulla scia dell’entusiasmo per “Due di Due” e “Pura Vita” … ma nettamente inferiori, per tematiche trattate e per forma della narrazione … ho letto “Tecniche di Seduzione” e il mediocre “Nel Momento” … ho iniziato a sfogliare anche “Di noi tre” … ma credo ormai sia giunto il momento di archiviare la “meteora” De Carlo. Che a parte alcune frasi interessanti ma lapidarie … non mi trasmette più nulla.

Invece, ecco gli amici, mi sono ritrovato tra le mani un altro libro … “Storie di Guai” scritto da quella bestiaccia malefica di Pio Acito … un disaster manager di tutto rispetto, compagno di pizze e di “sventure”. Hai scritto davvero un bel libro signor friggitore di olive!

E poi altra lettura, Mariolina Venezia da Grottole … ho sfogliato le prime pagine del premio Campiello. Sembra gradevole, ma è troppo presto per esprimere giudizi. Bella però la copertina.

E ancora poi … uhmmm altro autore locale … Michele Cecere che scrive “Il Mestiere di Vento” regalatomi da Tina con tanto di bella dedica che quivi riporto: “Che il vento soffi sempre sotto le tue ali e ti conduca di sogno in sogno”

Bella eh?

Vorrei ringraziare tutti coloro che come Tina mi sono stati vicini in questo particolare momento, da Torino, a Milano a Modena … gli amici di Matera la famiglia … le persone che non sanno manco loro da che parte stare ma che alla fine ci sono state anche se non fisicamente. Ma ho deciso che non farò nomi!

Vorrei raccontare ancora tante cose … ma l’unità coronarica di Gianfranco ha fatto uno splendido lavoro. Dico davvero. I ragazzi ed i collaboratori di questo eccellente apparato del nostro ospedale si sono dimostrati umani, umili e molto preparati.

Vedere il cuore, le tue arterie ed il tuo corpo all’interno di un monitor è un’esperienza che ti cambia … almeno a me è successo così. Ma non voglio andare oltre.

Riporterei a questo punto anche uno spiacevole episodio capitato con la nutrizionista/dietologa dell’ospedale. Ma sono troppo contento per fare polemiche. Sono sicuro che in futuro certe cose non capiteranno più … vero dottoressa?
 
Ora devo pensare a un mare di cose tutte esaltanti … c’è il Natale adesso, la rassegna musical-cinematografica dell’associazione, la “Banca del Tempo”, c’è Città Domani … c’è il mio lavoro, e ci sono i tanti amici ai quali dedicherò molto più tempo ed attenzione “unitaria”.

Lascio per ultimo un cenno alla cosa più importante che mi è capitata … Dopo gli amici .. arriva un esame/intervento … volgarmente detta “coronografia” … con conseguente “angioplastica” su Wikipedia trovate la spiegazione, ma in parole povere una sonda introdotta tramite l’aorta (dall’inguine) ha raggiunto la coronaria interessata dal restringimento (causa dell’infarto) ed un “palloncino” si è gonfiato dilatando nuovamente le pareti di questa importante arteria, facendomi tornare il cuore “quasi” come nuovo e con tanta forza pronto a “pompare certezze” …
 

Commenti  

  1. #15 Rocco Paladino Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1614:42:30
    Si si l'ho ricevuta, l'ho letta però fuori tempo massimo, ormai al ritorno dalle ferie, sigh…
  2. #14 hb Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1614:05:07
    Oh Rocco! Da quanti secoli. Ma hai poi ricevuto la mia mail?
  3. #13 Rocco Paladino Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1612:45:36
    Mi hai lasciato senza parole…comunque è andata bene dai

    Un abbraccio, in bocca al lupo.
  4. #12 jay Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1600:09:22
    Un enorme abbraccio da Milano: FORZA DONATO !!
    G & A
  5. #11 Anonima Materana Scrivi e-mail
    2007-10-1313:41:37
    …sei tornato in gran forma…
    ma la cosa che più mi è piaciuta nel tuo approccio è che hai vissuto tutto questo come un'esperienza. il giusto modo.

    riguardati, nè.
  6. #10 michele Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1309:23:59
    Caro Donato, non ti conosco, mi ha inoltrato questo tuo blog l'amica Tina Festa, man mano che scendevo nella lettura ho capito perchè…
    Mercoledì sera giocavo a calcio, mancava Umberto, 61 anni, anche lui in ospedale, per un infarto che lo ha colto mentre giocava a carte con un amico. Incredibile come questa crisi lo abbia colto non di mercoledì, quando corre e zompetta quasi come fosse un ragazzino inseguendo un pallone, ma in un momento apparentemente tranquillo, la partitella a carte con l'amico di sempre. Come spero di rivederlo presto con noi, almeno a giocare a carte, così ti auguro di tornare presto alla tua vita di sempre, "di sogno in sogno", come dice Tina!
  7. #9 clarita Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1212:04:03
    donato!!!

    mi hai fatto emozionare!!!

    sono davvero felice che stai bene ed è andato tutto apposto…

    stammi bene e non ti stancare troppo!!!
  8. #8 Elizabeth Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1211:31:56
    Carissimo Donato — che bella descrizione di un'esperienza forte, traumatico, reso accessibile a noi attraverso la tua sensibilità. Bravo, tornerai tra noi più artista che mai!!

    Liz
  9. #7 oliunidis Scrivi e-mail
    2007-10-1209:26:37
    Sii come le onde del mare, che pur infrangendosi contro gli scogli hanno la forza di ricominciare

  10. #6 Nik e Ros Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1209:12:40
    ..e io che mi facevo 1.000.000 di problemi. Mi hanno informato trasversalmente una settimana dopo il fattaccio comprese le volonta' del degente di non voler far sapere nulla a nessuno ( ciut ciut 'n minz alla kiazz)
    ma in realta' sapevo che tutto sarebbe finito su hb.com accidenti. Ben tornato a riva Dan. N e R
  11. #5 HB Scrivi e-mail
    2007-10-1208:05:45
    quoto anch'io :-P
  12. #4 danilo Scrivi e-mail
    2007-10-1123:22:57
    Quoto gianni!
  13. #3 FdN Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1120:55:32
    Stesso gruppo sanguigno. Possiamo donare a tutti ma ricevere solo dagli Zero Positivo. Triste condanna o grande pregio?
    A te la sentenza

    A leggerlo ora, che tutto si e' sistemato, e' un bel racconto. Palloncino magico
    Dovresti ogni giorno gonfiarne uno e lasciarlo volare libero in giro per il mondo.
  14. #2 Giovanni Scrivi e-mail Home page
    2007-10-1120:23:52
    Un abbraccio. Spero di rivederti presto con la chitarra in braccio e con tutta la grinta che hai in corpo.
    Un abbraccio grande 1000 km.

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