| Peppino Persia: 10 anni dalla scomparsa |
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| sabato 08 dicembre 2007 | |
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E mi tornano alla mente diversi momenti di grande allegria e al tempo stesso di riflessioni profonde. Con lui si acquisivano molte "informazioni", si imparavano molte cose "della vita" ... bastava starci accanto e semplicemente ascoltarlo. E quando raccontava un aneddoto o una vecchia storia ... creava intorno a se un silenzio magico, nessuno si azzardava ad interromperlo. Prendeva dalla tasca un mozzicone di sigaretta, e con gli occhi vivi e lucidi tornava indietro nel tempo e parlava con la voce stanca e cadenzata ... ogni tanto si fermava, beveva un pò di vino agitava "la cupa cupa" e riprendeva a parlare. E tutti zitti ad ascoltarlo:
L'ho incontrato a distanza di anni da quelle occasioni conviviali, proprio vicino casa mia, era un sabato mattina aveva un cappellino di lana bianco in testa, gli copriva i punti di sutura ... lo avevano operato alla testa, e un male incurabile se lo stava portando via ... non lo avevo visto, e gli stavo passando davanti ... mi ricordo la sua voce: "Uè Dnè ... cè ffè nan m salit?" (Ehy che fai ... non mi saluti?). Sulla Gazzetta di Basilicata di oggi c'è un bellissimo ricordo a firma di Riccardo Riccardi. Apprezzo il ricordo, in una città che alle volte dimentica facilmente. Articolo della Gazzetta del Mezzogiorno. [ in Acrobat PDF ] |
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