| La Qualità dei Contenuti: il Mestiere di Scrivere |
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| sabato 05 aprile 2008 | |
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La realizzazione di contenuti da diffondere tramite la rete internet (pagine web) era facilitata da software con funzioni più o meno automatiche, modelli preimpostati e cosiddetti "wizard" che assistevano l'utente nella creazione e pubblicazione delle proprie pagine HTML (vedi Microsoft Frontpage o Macromedia Dreamweaver). Si sceglieva uno spazio web gratuito e tramite un client per la trasmissione dati su protocollo FTP si pubblicavano i propri contenuti, questo modo di operare era perfettamente in linea con il sogno/filosofia di Bill Gates: "Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa". E così l'utente non professionale tramite l'utilizzo di questi tool di sviluppo era in grado di realizzare il proprio sito personale. Questo, accadeva in un periodo di grande diffusione delle tecnologie ed ha per lungo tempo incoraggiato il proliferare del "fai da te" anche nel settore "aziendale" e degli enti pubblici. Sono tutt'altro che infrequenti, ancora oggi, i casi di aziende che affidano realizzazione e gestione del proprio sito internet ad un dipendente che si improvvisa webmaster, webdesigner o, per venire al tema di questa riflessione, web content editor, web producer, web content manager. Mi è capitato di vedere spesso anche nelle pubbliche amministrazioni siti web lasciati in balìa di improvvisati e improbabili webmaster, e quando ci si imbatteva in un sito del genere era facile capire che fosse stato realizzato in casa, semplicemente facendo caso all'aspetto grafico delle pagine. Col tempo alcune aziende/enti si sono rese conto che la presenza in rete riguarda i diversi e importanti aspetti dell'immagine aziendale: servizio e fidelizzazione degli utenti/clienti, attrazione di nuovi utenti/clienti, per citare i più importanti; per non parlare poi degli aspetti legati all'e-government e al servizio che un'amministrazione rende ai propri cittadini tramite un "semplice" sito web. Tutto questo non si improvvisa. Le figure professionali che ho citato in precedenza hanno un’importanza strategica per realizzare pienamente un’efficace presenza in rete. E questo, salvo sporadici casi, secondo me non avviene.
E' anche vero che una certa consapevolezza inizia a prendere piede, tanto che molte aziende hanno iniziato ad affidare i propri progetti di comunicazione a webagency e a vari professionisti del settore tecnologico.
Ma se nel caso di un "sito vetrina" che non necessita di aggiornamenti costanti il problema pare essere di più semplice soluzione, non è altrettanto vera la stessa cosa quando ad esempio una istituzione scolastica ha bisogno di creare e tenere costantemente aggiornato il proprio sito. Generalmente i budget preventivati per progetti di questo tipo sono bassi e sembra quasi essere una naturale conseguenza il fatto che nelle specifiche richieste, la voce "gestione dei contenuti" quando è presente è appena accennata. Alla fine si preferisce avere, scusate l'eccessiva semplificazione, un bel sito dall'aspetto professionale che consenta l'inserimento di contenuti da parte di chiunque senza che però questi contenuti siano stati pensati e diffusi con la stessa cura. Ed infatti potenzialmente un qualsiasi dipendente dell'ente in questione è in grado di pubblicare autonomamente nuove pagine ed elementi di qualsiasi tipo. Ma se questa facilità di utilizzo degli strumenti di gestione rappresenta da un lato un punto di forza di questi sistemi, dall'altro induce a ritenere erroneamente che chiunque può "scrivere" contenuti per il web, trasformandosi dunque in un punto di debolezza. Secondo me occorre riflettere maggiormente sul valore della parola scritta o di una immagine a corredo di un qualsiasi servizio o newsletter: un gradevole aspetto grafico diventa assolutamente inutile se i contenuti che ospita non sono realizzati efficacemente. Il tema è interessante in un momento nel quale gli strumenti consentono l'ingresso nel web di tante "nuove professionalità, quelle di matrice umanistica principalmente sin'ora escluse o non giustamente considerate. Credo fortemente che il futuro si decide, ma questo è un concetto vecchio come il cucco, sulla qualità dei contenuti. Per chi fosse interessato ad approfondire la questione, segnalo l'ottima pubblicazione di un'autrice che in molti sicuramente conosceranno già, si tratta di Luisa Carrada che cura da tanti anni l'ottimo sito "Mestiere di Scrivere". |
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