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Un grande uomo: Josè Antonio Abreu Stampa
sabato 16 settembre 2006
E' possibile cambiare le cose (in meglio) semplicemente mettendo al servizio degli altri le proprie capacità, in effetti, non è difficile, basta volerlo.
Il valore delle parole che riporto, per me è davvero grande.
Il suo nome: José Antonio Abreu.
Il suo progetto: L'intervista è "rubata" a Repubblica.it, il testo completo dell'articolo è qui.

Ma, cosa più importante, le sue parole:


Josè Antonio AbreuE' per questo retaggio familiare che dunque ha pensato che la musica potesse cambiare il futuro dei giovani del suo Paese?
"Ho voluto insegnare la musica ai bambini perchè sono un musicista, e non mi piaceva che la musica fosse ridotta a un passatempo per le minoranze, fosse diventata qualcosa d'elite. All'inizio il mio era soltanto un progetto sociale per i bambini poveri, ma l'entusiasmo con il quale è stato accolto mi ha spinto a farlo diventare un vero e proprio progetto musicale".

Come ha fatto a trovare i finanziamenti, in un Paese con le difficoltà del Venezuela?
"Ho chiesto i soldi allo Stato. Li ho sempre ottenuti. Nessun governo mi ha fatto mancare il suo sostegno".

Neanche l'ultimo?
"Neanche l'ultimo, anzi, il sistema sta andando avanti. Il nostro obiettivo è che ogni città, ogni paese del Venezuela abbia la sua orchestra e il suo coro. E stiamo anche promuovendo lo stesso progetto negli altri Paesi dell'America Latina".

Essere un economista, oltre che un musicista, l'ha aiutato in questi 32 anni?
"Sicuramente, nel redigere i bilanci, nel tenere conto dei budget effettivi".

Quanto costano le orchestre e le scuole di musica che fanno capo al sistema venezuelano?
"Quaranta milioni di euro l'anno, la stessa cifra che viene spesa, per esempio, dal Teatro Massimo di Palermo".

Il suo progetto ha avuto successo dall'inizio, non ci sono stati abbandoni da parte di qualcuno dei ragazzi che vi hanno aderito?
"Mai, non è mai successo".

E davvero imparare a suonare ha permesso a tutti di trovare una propria strada nella vita?
"Sì, perchè la musica permette di crescere spiritualmente e mentalmente. E' l'arte che riesce a riconciliare la volontà e l'anima. Il giovane diventa artista ed ottiene un riconoscimento sociale, diventa l'orgoglio della famiglia e ha il suo riscatto".
 

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