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| Di Pietro a Matera: La politica è Cosa Loro |
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A rischio di contravvenire alle regole che mi ero dato, ovvero parlar poco o per nulla di politica, devo registrare la visita di Antonio Di Pietro a Matera. Cade in un momento di forte dialogo all'interno dell'Italia dei Valori nelle province di Matera e Potenza. Dove la base contesta i metodi e le scelte della dirigenza locale.
Chi fosse interessato a seguire la vicenda troverà ampi resoconti sulle varie testate giornalistiche, io, non ho voglia di raccontare le mie impressioni su ciò che i ragazzi del circolo Giugni di Matera hanno avuto modo di dire al loro leader con la stampa fuori dalla porta. Ma, sopratutto non ho voglia di commentare le risposte dello stesso, date ai suoi ragazzi. Ho avuto modo anch'io di parlargli, e di esprimere il mio punto di vista, il senso dell'intervento lo sintetizzo nella richiesta di non tradire quanti sperano di vedere qualcosa di diverso e di migliore in questa formazione politica.
Di Pietro ha ascoltato. Tutti. Almeno, ha dato l'impressione di farlo. Ma mi ha colpito molto una cosa. Come tutti i più astuti portatori di democrazia, prende nota delle obiezioni e dei suggerimenti di chiunque. Non ha fatto altro per tutta la durata dei due incontri, quello pubblico e quello privato, e lui ha annotato tutto anche se sa che quegli appunti sono assolutamente inutili e da non tenere in considerazione. E' una tecnica, questa del prender nota, che chi ha bazzicato gli ambienti politici per qualche tempo, conosce bene. |
| Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Novembre 2009 11:19 ) |

Commenti
Perchè dico, dunque, solo "bravino"? Il punto critico, a me pare, sia il seguente: la differenza tra Di Pietro e Filippetti credo stia nel fatto che il primo vuol costruire un partito del 10%, rigoroso ma che conti, mentre il secondo è su una linea che privilegia la purezza ambientale rispetto alle ambizioni elettorali. Ovvero, ritiene che la purezza ambientale porterà nel tempo le fortune elettorali. In questo, il circolo Giugni, presumo, si sente più vicino a De Magistris rispetto a Di Pietro. Così come, forse, De Magistris è più in sintonia con un Grillo che con un Di Pietro.
In sostanza, ed astraendo dalla miccia specifica, occorre fare una certa attenzione a che il rigore non scivoli nell'integralismo super-minoritario.
Che poi, in fondo, una volta bruciato Di Pietro e, prima o poi, anche De Magistris, l'ultima riserva della repubblica non potrebbe a quel punto che essere Girolamo Savonarola. Ecco, magari, l'ottimo Hyperbros potrebbe a quel tempo diventare presidente del nuovo circolo:
"La Terra è sì oppressa da ogne vizio"
ciao a tutti,
Antoine
Si scherza ovviamente. Le recenti letture (www.999lultimocustode.com) mi hanno dato una infarinatura storica sui contemporanei del Savonarola. In effetti come lui, dal pulpito mi esprimo con un dialetto forestiero che non consente grande 'popolarità'.
Grazie comunque per la bastonata, e se, per tornare a leggerti è necessario che scriva ancora di politica, ebbene lo farò.
Mi porti un bacione a Firenze, ops... Parigi.
Da non perdere la vignetta di Giulio Laurenzi
A quanto pare la somma di tante teste d'uovo, big e strateghi non realizza il cervello di una persona normale.
A.
E che dovrei fare? Ammazzare un uomo morto?
A dire il vero "stanotte" un timido accenno di discussione l'ho avviata su altri lidi. Facebook. Te ne rendo partecipe, occultando i nomi dei protagonisti per questioni di privacy:
hyperbros.com/.../...
P.S. Scusa la questione sorteggio mi è sfuggita. Ma dici sul serio? Spero qualcuno meglio informato voglia aggiornarci sulla vicenda.
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