I materani al Duni con Angelo Tosto, e Adduce trema... PDF Stampa E-mail
Matera

Angelo TostoAdduce sabato pomeriggio sceglie di inaugurare la sua campagna elettorale con Fassino ed i militanti del Partito Democratico, nella piccola sala del Cinema Comunale. Film già visto. Sia in apertura che in "chiusura" della esperienza amministrativa di Buccico. E, il dato numerico, qualunque sia il contesto ed il momento in cui viene analizzato, è certamente indicativo dell'interesse dei cittadini verso i partiti tradizionali.

E così proprio questi, dicevo, si sono guardati bene dall'affrontare la platea di un Duni, che in caso di scarsa partecipazione sembrerebbe ancor più deserto, preferendogli il comunale, piccolino ma col vantaggio di sembrar stipato anche quando gli intervenuti sono pochini. E tra giornalisti ed anziani militanti del partito questo era l'uditorio dei sostenitori di un Adduce sottotono, forse anche condizionato dalla flemma di un Fassino fiaccato dal tour de force elettorale.

Non risparmia invece le energie che vengono da una rabbia genuina come la sua materanità Angelo Tosto che invece, si presenta confortato dai numeri e dall'esperienza di imprenditore ed esperto di comunicazione, alla affollata platea del massimo teatro cittadino: quella del Duni.

I numeri ci sono, i presenti si stringono intorno a quello che si pone l'obbiettivo di contrastare la politica di professione, quella di chi "se non vince incarichi politici non sa che fare,  dato che gli manca una professionalità ed un lavoro". E ne ha per tutti, non solo per il candidato del centro-sinistra che per convincere della sua materanità si affida a dei manifesti scritti in un dialetto sbagliato! E Tosto avviserà i materani e dirà loro di aprire gli occhi, ma lo farà parlando e scrivendo correttamente il nostro dialetto. Tosto parla non solo all'avversario ma anche al rappresentante di quella politica che per quasi venti anni ha ingabbiato la città e la regione di cui Matera è provincia. Una candidatura che viene dal consociativismo edai soliti giochi di potere. Ne ha anche per l'UDC che si è venduto a Potenza non per un piatto di pasta e fagioli, ma per un cucchiaio.

Tosto però dopo questi preamboli, propone le sue di ricette semplici da enunciare che si elencano sulle dita di una mano. E' la mano il simbolo scelto per la sua campagna elettorale, una mano simbolo di  onestà che ferma il malaffare, e che si oppone a destra come a sinistra a questa politica che ha messo in ginocchio la città. Le cinque dita di questa mano sono mosse dal lavoro  che da sindaco vuole fare: per l'economia e lo sviluppo, per i sassi e la cultura, per l'urbanistica i lavori pubblici e le infrastrutture, per le politiche sociali a fianco dei deboli che "non hanno il fiato per gridare" e nel settore dell' ambiente e decoro urbano.

Nel video che vi propongo un estratto della lunga presentazione di questi punti programmatici.

 

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