Perchè non aderisco alla "giornata della lentezza" PDF Stampa E-mail
Musica
No GrazieA quanti interessa sapere che c'è un filo sottilissimo che lega due personaggi protagonisti di storie molte diverse tra loro?  Domanda retorica, ma in qualche maniera devo pure iniziare questa lunga dissertazione.
Mi sono soffermato, ma neanche tanto, su questo interrogativo mentre mi accingevo alla stesura del post che segue, ahi voi! Mentre finivo il libro “Uomini che odiano le donne” scopro che uno dei personaggi condivide la stessa patologia del protagonista del film di animazione Mary and Max di cui ho parlato nel precedente post, mi riferisco alla “sindrome di Asperger”. Null'altro che una semplice casualità. Oltre al libro dello scrittore svedese Stieg Larson, prematuramente scomparso per ehm... attacco cardiaco nel 2004 desidero dedicare qualche riga o forse più, al primo numero di Wired nella sua edizione italiana, che ho ricevuto ieri ed ho iniziato a sfogliare stanotte.

Inizio col dire che si tratta di un 'magazine' succulento, nella forma e nella sostanza, connubio raro coi tempi 'veloci' che 'corrono'.  Magazine che ho addirittura trovato migliore rispetto le pur ottimistiche aspettative che avevo. Dieci e lode alla grafica alla tipografia dei caratteri all'impaginazione, alle foto, alle illustrazioni fino al supporto cartaceo e all'argento di molti elementi: dalla copertina ad alcuni titoli. Ma il cuore di questa pubblicazione è rappresentato dai contenuti. Originalissimi e in una prospettiva realmente avanzata, in molti casi. E poi oltre all'editoriale, da non perdere l'intervista di Paolo Giordano, si quello della “Solitudine dei numeri primi” a Rita Levi Montalcini. Ho preso a sottolineare i passaggi di diversi articoli... e poi con Wired ci si sente davvero parte di una 'community' di storie idee e persone che cambiano il mondo. Insomma: wow! (scusate l'attegiamento da 'piccolo fan'). E poi è possibile anche regalare un abbonamento a qualcuno... e so già cosa farne... con buona pace di chi lo riceverà, ma assicuro che ne vale la pena. Diffondete.

Ma, andiamo avanti, che il titolo del post è 'Perchè non aderisco alla Giornata della Lentezza' e non vorrei tradire le aspettative degli avventati lettori di questo post, semmai qualcuno fosse rimasto ancora impigliato tra le righe.

Per venire al tema della riflessione odierna devo brevemente partire da una lunga chattata e da una telefonata, occorse ieri sera. L'una con l'amico Max l'altra col compagno di sventure musicali Dario. Non me ne vorranno se li cito, lo faccio solo a fin di bene :-P
i Rekkiabilly live a Matera!Tra le tante chiacchiere siamo finiti a commentare con Max, il lunghissimo elenco di eventi culturali che pazientemente e 'pervicacemente' (quanto mi piace questo termine!) i redattori del sito Egghia! calendarizzano per il mese di Marzo. Mentre commentiamo la sfilza di cabarettisti, Vanoni e Caposseli, Jazzisti e concerti di 'classica' e poi ancora laboratori Teatrali, cinema, scarabocchi... veniamo interrotti da una telefonata, quella del 'Dario' di cui sopra.
Il soggetto in questione (dallo spiccato accento barese) è il chitarrista cantante di una formazione musicale dal nome 'Rekkiabilly' e suona musica rock'a billy su testi originali: “Allora Donà... come state messi a Matera?” che tradotto nel gergo del musicista 'morto di fame' significa: “Abbiamo una serata libera Venerdì 13 Marzo, ci trovi un ingaggio in qualche locale della città in cui risiedi?”

Gli ho risposto che proprio in quel momento stavo leggendo l'elenco delle attività culturali previste in città nel mese di marzo e la mia attenzione era tutta per la Giornata della Lentezza, e che quindi qui stanno aderendo un po' tutti entusiasticamente alla simpatica iniziativa (mi perdoneranno certamente sia il Bradipo che Gianni di Egghia, ma il mio è solo uno spunto provocatorio).

Dario: ”Mò... allò state messi male!”

In questo scorcio di dialogo si avverte già una differenza tra le culture confinanti. Scherzi a parte però, Dario credeva lo stessi prendendo in giro, però sapete bene che da almeno un anno e mezzo a questa parte Matera, sotto il profilo della musica dal vivo, almeno quella di un certo genere (rock e sottoinsiemi) è praticamente assente dalle programmazioni di chicchessia. Il povero Max, ancora in chat in attesa, assiste alla telefonata con Dario ed allo scambio di pareri sulla faccenda, ci sente ricordare i bei vecchi tempi. E di questi voglio parlare in questo frangente, dato che i bei vecchi tempi non sono poi così vecchi.

Correva l'anno 2002 circa, (questa è la mia versione della storia ovviamente) magari ce ne sono altredifferenti, però questa è 'la mia verità'. Dicevo, era il 2002 e un manipolo di persone riuscì a riportare dopo diversi anni di stasi, la musica dal vivo (parlo sempre di generi alternativi a quelli più silenziosi) nei locali di intrattenimento serale altrimenti detti Pub.Carmine Migliore da Salerno

Dal 2002 al 2007 in luoghi come il Cream Irish Pub, il Kirby, il Road '03, l'Aftwerwork e diversi altri si assistette a tutta una serie di concerti con protagonisti musicisti locali e di fuori regione. Uno scambio culturale, un incontro tra persone e musiche che favorì diversi fenomeni. Quello che più mi interessa sottolineare fu la 'nascita' di diverse altre formazioni materane.

Senza contare il non trascurabile fatto di aver offerto una occasione di svago ed intrattenimento costruttivi e divertenti a centinaia di giovani che tra il giovedì e il sabato sera si spostavano per i pub. In alcuni casi c'erano anche dei concerti 'in contemporanea'. Per non parlare poi dei laboratori di 'tamburello' o di balli etnici fino alle 'estemporanee' realizzate con tarallucci e chitarre. Altri tempi!

Questo movimento interessò a quanto riesco a ricordare, i più svariati generi musicali, almeno per quelle che erano le rassegne organizzate dal sottoscritto o alle quali prendevo parte attiva ricordo oltre al Blues che prediligo anche: il rock nelle diverse sfumature, cover band di vario genere, etno-folk, Pop, Ska, Reggae, Hip-Hop, Swing, Rock and Roll, Country... con i gestori dei locali che aprivano ben volentieri le loro porte a musicisti non solo materani, ma che si erano ormai passati la voce e in molti casi non vedevano l'ora di esibirsi nella nostra città dalla vicina Puglia, Calabria, Campania dal Lazio e in alcuni casi anche artisti siciliani come ad esempio i Second Grace che molti fortunati ricorderanno, e altri musicisti d'oltralpe che si esibirono in un memorabile concerto in unpub materano e dopo qualche settimana ce li ritrovammo sul palco del Festivalbar. Ora scopro che stanno per "invadere" gli Stati Uniti!
 
Questa benefica addizione di intrattenimento + formazione produceva cultura. E produsse insieme un movimento positivo e colorato (sorridente) di altrettanti musicisti. Nacquero diverse formazioni musicali, e furono tutt'altro che infrequenti le 'jam session' con musicisti di aree geografiche e culturali non lontane ma differenti. Insomma, per dirla con la terminologia cara al progetto visioni urbane, la scena creativa materana fu abbastanza movimentata in quegli anni, ben cinque, ripeto dal 2002 al 2007.

Musica etnicaSiamo al 2009. In città sotto il profilo dell'offerta culturale c'è 'tutto per quasi tutti'. L'associazionismo locale è ricco e variegato. Sono molto vicino ai tanti che si spendono senza sosta e tra mille difficoltà per organizzare festival e rassegne, in molti casi di respiro internazionale (Il Women's Fiction Festival, Gezziamoci, le 'Grandi Mostre nei Sassi di Matera', per citarne solo alcuni). Ma non mancano le eccellenze anche negli altri 'settori' quali quello cinematografico e teatrale ad esempio. E qui devo dedicare due parole al riuscitissimo evento Teatriamo organizzato da un attivo assessore provinciale alla cultura - Digilio- coadiuvato da uno staff intraprendente e preparato (su tutti voglio ricordare Dario Carmentano). Questo primo 'esperimento' per quanto mi riguarda, ha realizzato nel concreto quella benefica addizione cui facevo riferimento: Formazione + intrattenimento= produzione culturale.

Fatta questa lunga premessa devo però ricordare che manca ancora qualcosa di importante. Intanto la scorsa settimana sono inciampato in un articolo di Baricco che avrete sicuramente letto (al tema dedicherò un post più approfondito prossimamente). Intanto che scorrevo l'elenco degli eventi del mese di Marzo (a proposito ma qualcuno di chi ci amministra, comune, regione, provincia, APT... si accorgerà del gran lavoro volontario e gratuito che occorre per la redazione di questo strumento utilissimo per chi risiede, ed efficace in termini di comunicazione per il turista?) si faceva sempre più evidente un 'vuoto'. Mancano gli eventi per i più giovani: Una consistente fascia di pubblico-attivo e potenzialmente partecipante.

Di questi tempi poi, non tutti possono accedere a quei pochi (ma giustamente) costosi appuntamenti con la musica... 25 o 35 euri per Vinicio (che mi piace tanto anche lui sia chiaro). Ma gli spazi per un concerto di musica Psychobilly ad esempio (esiste esiste anche questo genere, me l'ha detto proprio Dario!) dove potremmo ospitarlo se già l'Onyx l'anno scorso aveva difficoltà a trovare un posto dove poter suonare la più tranquilla musica Jazz?

Mancano gli spazi.
E non solo quelli fisici. Anche le 'politiche sociali' secondo me e come avevo sentito, dovrebbero essere attente e coinvolte in questi discorsi. Quello degli spazi, è un 'problema' che speravo di contribuire a risolvere con il supporto ed il sostegno alla e della attuale amministrazione comunale. Mi sbagliavo. Non sono riuscito nell'intento. Sono stato poco capace e forse, tenace. Il buon Michele Morelli che ringrazio pubblicamente per la bella mail ricevuta,  adesso si starà fregando le mani :-P

Ma, non mi abbatto. Su una cosa non mi sono sbagliato, e cioè (ne ho avuto conferma sulla mia esperienza) che le cose non si fanno o non si portano a compimento non perchè o non solo perchè manca un progetto di più ampio respiro e lungimiranza, o perchè occorrono tempi lunghi anche solamente per avviare i processi. No! Non si fanno perchè mancano le persone e sopratutto la volontà.
E, per tornare alle ammissioni di colpa, non è questione di questa o quella amministrazione. Pari sono. Sigh. Pari sono. (Michele) La differenza la fanno le persone e la volontà di queste ultime. Mi auguro che quanto scrivo sia da incoraggiamento a chi ancora può muovere le carte in Comune e aggiustare il tiro delle proprie politiche? Magari!

Sinergie...Intanto aspetto di vedere come si evolverà ad esempio un progetto caldeggiato anche in Visioni Urbane condiviso dall'Onyx jazz club. Quello che il buon Gigi chiama della “Casa del Jazz” (io allargherei a casa della musica) Ma temo che i tempi per questo contenitore saranno ancora lunghi. Sigh!
Riusciamo a mettere insieme le idee, gli sforzi e individuare i luoghi per tornare a fare musica dal vivo? Lo chiedo a tutti, dagli amministratori, ai musicisti, ai gestori dei pub, a chi ha una cantina inutilizzata... tutti!

E qui chiudo, da bravo teatrante di provincia quale sono, con un sassolino che non sono riuscito a togliermi di recente. Si tratta di una sciocchezza, ma una puntualizzazione che non ho avuto modo di fare in un'occasione, devo farla qui su queste pagine.
 
Durante un incontro al quale ho partecipato, interessante con appassionati di cinema, ad un certo punto mi è stato chiesto di contribuire con un'idea ed una proposta per un evento di prossima realizzazione. Ho subito pensato, semplifico enormemente all'abbinamento di cinema e musica live ed ho portato l'esempio (ESEMPIO) del film “the Blues Brothers” di John Landis da accoppiare ad un concerto Blues. Apriti cielo.

Mi ha infastidito una tanto superficiale quanto sciocca risatina di uno dei partecipanti all'incontro che ha liquidato la faccenda con la seguente frase:”Eh... angor cu stò Blues”... ignorando volontariamente a questo punto, dato che la persona in questione ha assistito a diverse rassegne, che negli anni del 'boom della musica live' c'era invece una grande varietà di offerta, anche e sopratutto nelle proposte dell'associazione cui appartengo. Tartaruga live 
 
Ecco. Scusate la parentesi personale, ma mica poi tanto. Questo è l'esempio di chi si merita di aderire alla Giornata della Lentezza. E questo è il motivo per cui mi rifiuto categoricamente di celebrare in una città come quella in cui vivo, una città al rallentatore già troppi giorni all'anno, e che non ha gli elementi negativi che caratterizzano invece la vita metropolitana. Ci vada lui con la sua risatina molto lentamente...
 

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