Nel 2023, o almeno entro il 2023, ci saranno le elezioni politiche generali. Subito dopo, nel 2024, si voterà per il Consiglio regionale e per il nuovo presidente della Regione. Uno dice, va bene, manca ancora parecchio tempo ma, soprattutto, cosa c’entrano queste lontane scadenze con la segreteria regionale da eleggere nei prossimi mesi?

La risposta è: chi trova un segretario regionale (amico) trova un tesoro. Il segretario è il terminale di Roma, dunque anche il Pd nazionale ha bisogno di trovare un amico, ma una volta ricevuti gli input nazionali la gestione della pratica da parte del segretario regionale è fondamentale per il buon esito della partita degli aspiranti alle candidature.

Una importante, e per me in verità un po’ sconcertante, novità della prossima selezione del segretario regionale Pd è che non si avranno più primarie aperte ma la scelta sarà fatta dagli iscritti. Ovvio, in Basilicata i Pittella hanno fatto carne da macello delle primarie aperte, con trasformismo a tonnellate, contribuendo in modo decisivo al discredito di questo strumento. Tuttavia, non comprendo chi possa avere nostalgia del tesseramento drogato, soprattutto nel mezzogiorno, foriero in passato di tanti problemi. In sostanza, una tipica eredità democristiana di cui, almeno personalmente, non ho alcuna nostalgia.

La nuova modalità di elezione del segretario regionale contribuisce peraltro a spiegare perché un giorno sì e l’altro pure si alzino richieste di azzeramento delle due segreterie provinciali di Potenza e di Matera. Ci sono diversi notabili lucani che si sono distinti in questa richiesta a Zingaretti, tra loro spicca il duo Cifarelli – Pittella. Ma non sono i soli, infatti la mia stima è che Locantore e Scarnato abbiano contro almeno il 70% dello stato maggiore di quel che resta del Pd di Basilicata. Eppure i due resistono, protetti finora dal segretario nazionale e dal commissario regionale, Stefano. Questa copertura politica offerta ai due segretari da Zingaretti deve pur significare qualcosa, e cioè, probabilmente, che è in corso un tentativo di tagliare le unghie, o almeno di limitare le pretese, dei suddetti notabili. Impresa comunque non proprio facilissima, che costoro sono discreti signori di voti (e anche di tessere?), per quanto queste Signorie non abbiano impedito all’insieme del Pd e del centrosinistra un risultato più che disastroso alle recenti elezioni regionali. Dunque, la domanda è: si possono davvero mandare in tribuna i Pittella, i Cifarelli, i Margiotta, i Santarsiero, i Chiurazzi? Non mi sembra, appunto, un’impresa facile, soprattutto se l’idea è quella di mandarli in tribuna a guardare la partita tutti insieme!

A proposito, ma dopo l’uscita dal Pd di De Filippo, Polese e Braia, per citare solo i parlamentari e i consiglieri regionali, cosa resta del Pd di Basilicata? A mio parere, l’uscita peserà e la Basilicata potrebbe essere una delle regioni con i migliori risultati elettorali per Italia viva. Certo, di converso si avrà il rientro alla casa madre di Speranza e degli esponenti di Articolo Uno, rientro che avverrà più o meno a ridosso delle prossime politiche. Insomma, forse PdBas può pesare ancora per il 20-25% alle future elezioni.

Ora torniamo al futuro segretario regionale. Lacorazza è in pista ed è pure Zingarettiano (eterodosso, come sempre per Lacorazza). Piero ritiene di poter aspirare alla segreteria anche in considerazione del fatto che tra i notabili è quasi l’unico attualmente senza ruoli politici istituzionali. Si nota di recente una certa corrispondenza di amorosi sensi con Margiotta (“Grazie al lavoro del sottosegretario Margiotta si è ottenuta….”). Margiotta dal canto suo non manca mai, sempre di recente, di rilanciare sui social le iniziative di Lacorazza. Per la verità, alcuni maligni ritengono che Piero sia solo la donna dello schermo e che il vero obiettivo di Margiotta sia ricucire una relazione con Marcello Pittella, relazione ridotta ai minimi termini dopo le elezioni politiche e le regionali.
Chiaramente, Lacorazza dispone di tutta l’attrezzatura necessaria per il ruolo di segretario regionale ma la strada è in salita. Riporto qui l’identikit che del futuro segretario mi ha fatto un importante esponente dell’area Zingaretti (alla quale ovviamente sarà da ascrivere il futuro segretario): “Il futuro segretario regionale dovrà plasticamente e fisicamente far percepire la nuova fase del Pd”. Non mi è stata riferita età, statura e colore degli occhi del candidato/a ma appare chiaro che l’identikit non è quello di Lacorazza.

Quindi, se un accordo tra i notabili sarà in grado di forzare la mano a Zingaretti, cosa non improbabile, non ci sarà spazio né per Lacorazza, né per un/una outsider, che è forse l’idea che stanno coltivando Locantore e Scarnato. Diciamo che una figura nuova, ma di seconda linea, di buon spessore politico ma non ancora sperimentata, io non la vedo e non mi pare sia stata allevata negli anni scorsi (come per esempio fu per Lacorazza allevato sotto la direzione di Folino). Una figura come quella delineata dovrebbe, per di più, passare possibilmente sopra il cadavere (metaforicamente parlando) dei signori delle tessere. In sintesi, la vedo dura.

Ecco, per chiudere, cosa si aspetta un notabile dal futuro segretario regionale? Marcello si aspetta che sia perorata la sua “naturale” candidatura al Parlamento. Del resto, Gianni, suo fratello si ritirerà dopo oltre 20 anni di onorata attività a Roma e in Europa. Purtroppo, sotto Zingaretti Marcello Pittella potrà dedicarsi al massimo al Consiglio regionale. Comunque, nulla di male se i Pittella salteranno una generazione, ci sarà modo di recuperare, nel tempo, con gli eredi della venerata dinastia.
Anche Lacorazza aspira, legittimamente, al seggio. Il che rende ancora più complicata la sua corsa alla segreteria, a meno che Zingaretti non abbia già deciso per il futuro trasloco di Piero a Roma.
Salvatore nel 2023 avrà trascorso la bellezza di 17 anni in Parlamento, più di lui solo Colombo! Ma per Margiotta si dovrà anche vedere quale saranno le scelte di Base Riformista, se esisterà ancora, e quale peso sarà riconosciuto a livello nazionale alla corrente.

Cifarelli è un altro esponente di peso dell’area Zingaretti e di sicuro anche lui aspira allo scranno parlamentare. La mia impressione è che Roberto non sia nel cuore di Zinga, e non so nemmeno quanto Zinga lo sia nel suo. Più probabile che Cifarelli possa cimentarsi con la terza legislatura da consigliere regionale.
In questo quadro, non bisogna dimenticare nemmeno Roberto Speranza, che sarà di sicuro confermato parlamentare nel 2023, candidato in Basilicata oppure altrove, essendo ormai un leader di rilievo nazionale.
Insomma, e come sempre, ci sono più aspiranti che aspirati. Inoltre, nomi nell’insieme troppo usurati per non pensare a un robusto rinnovamento della squadra. Ma, come si diceva, la partita del 2023 inizia nel 2020, con l’elezione del prossimo segretario regionale del Partito democratico.

Antonio Ribba

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